Ceo Survey: ottimismo per la crescita globale, ma non per l'Italia
Centromarca: "Carenza infrastrutture principale ostacolo per i ceo italiani"
Fiducia quasi raddoppiata nella ripresa globale e ancora qualche incertezza sul futuro del proprio business, ma si può recuperare con investimenti nell’innovazione e puntando sull’export. E’ la visione dei manager delle industrie del largo consumo fotografata dalla ceo Global Survey, della società di consulenza Pwc, rielaborata in chiave nazionale per Contromarca, l’associazione dell’industria di marca e Ibc, l’associazione delle industrie di beni di consumo. "L'indagine mette in risalto le esigenze che i nostri manager manifestano per le proprie imprese - dichiara ad EFA News Ivo Ferrario, direttore comunicazione e relazioni esterne di Contromarca - e il contesto ambientale dell'Italia sicuramente non favorisce la crescita; non meraviglia dunque che rispetto al resto del mondo, il problema infrastrutturale del nostro Paese costituisca un serio ostacolo per l'industria. Non solo - prosegue il direttore - spesso siamo frenati da nodi irrisolti che si denunciano da anni: il carico fiscale, la pesantezza del quadro regolatorio, l'eccesso di burocrazia. Nonostante questi ostacoli - conclude Ferrario - c'è una forte volontà di competere e una grande propensione ad investire nei mercati esteri per accelerare l'internazionalizzazione, puntando sull'export".
I dati che emergono dall'indagine mettono in evidenza come nei confronti della propria azienda la fiducia dei manager sia inferiore: solo il 45% dei ceo ritiene infatti che i propri ricavi aumenteranno nei prossimi tre anni. Di 3 punti inferiore quella per i risultati del 2018. Il 94% dei manager italiani si dichiara invece fiducioso in una robusta crescita dell'economia nel prossimo triennio, determinata in particolare dall’export. Secondo la ricerca, crescita organica (75%) e riduzione dei costi (50%) sono le strategie pianificate dai nostri manager. Solo il 25%, invece, pensa di crescere con le acquisizioni, appena 18% lavorerà sulle collaborazioni con start up. Normative fiscali e infrastrutture, secondo il 76% dei ceo italiani, sono il principale ostacolo alla crescita, insieme alla volatilità dei prezzi delle commodities. La ricerca evidenzia inoltre che i consumatori italiani ricercano un’esperienza d’acquisto sempre più completa e supportata dalla tecnologia.
Per quando riguarda la grande distribuzione, il settore ha chiuso il 2017 con un progresso delle vendite rispetto al 2016 (+0.76%), ma il 2018 è iniziato nel segno della crisi con -2,82 %. Dai primi mesi del 2018 emerge, dati alla mano, uno scenario più incerto (-2,35%), influenzato dalle valutazioni dei consumatori circa l’economia nazionale. Solo il 28% ritiene che questa migliorerà nel corso del 2018, mentre il 49% prevede una sostanziale stabilità e il 20% un declino. Tale percezione si riflette sulle prospettive di spesa, influenzate dalla recessione economica (indicata dal 54% dei consumatori), dalla rincorsa dei prezzi dei carburanti e del gas (33%), da inflazione (29%), terrorismo (16%) e protezionismo (10%). Di conseguenza, solo 34% dei clienti finali pronostica un carrello in crescita, il 46% stabile e il 18% in riduzione (PwC, “Global Consumer Insights Survey 2018”).
Dall'indagine emerge infine che i consumatori italiani non sono fiduciosi sull’andamento dell’economia del nostro paese nel 2018: solo il 28% crede che la situazione economica migliorerà e percepiscono la recessione economica come minaccia al potere d’acquisto, circa la metà non si aspetta variazioni di spesa personale per il 2018. Tale percezione è influenzata dalla recessione economica (indicata dal 54% dei consumatori), dalla rincorsa dei prezzi dei carburanti e del gas (33%), da inflazione (29%), terrorismo (16%) e protezionismo (10%). Di conseguenza, solo 34% dei clienti finali pronostica un carrello in crescita, il 46% stabile e il 18% in riduzione.
EFA News - European Food Agency