Innovazione latticini: crescita a doppia cifra
I risultati della ricerca di Assolatte e Università Cattolica di Milano
Dal kefir ai formaggi alle erbe, dai latti fermentati alle bevande a base di latte sempre più spesso nel carrello della spesa degli italiani
Latte Uht, mozzarella, latte fresco, formaggi duri da grattugia e yogurt intero: sono queste, nell’ordine, le cinque famiglie di prodotti lattiero-caseari che generano il maggior giro d’affari nei punti vendita della distribuzione moderna, discount esclusi. Ma dietro questi “colossi” dei consumi lattiero-caseari, che continuano a rivestire un ruolo importante nella dieta degli italiani, ci sono tanti nuovi prodotti che stanno conquistando uno spazio crescente nel carrello della spesa. Un trend che esce in modo evidente da un’indagine esclusiva realizzata per conto di Assolatte dal Centro di ricerca su Retailing e Marketing (Rem Lab) dell’Università Cattolica di Milano.
Lo studio ha preso in esame oltre 30 categorie merceologiche dell’universo lattiero-caseario e ne ha misurato le vendite annue in ipermercati, supermercati e punti vendita a libero servizio, elaborando poi i dati di trend per il triennio 2015-2017. Da quest’analisi sono emerse sia l’evoluzione delle preferenze d’acquisto dei consumatori sia quella dell’offerta a scaffale che gli italiani trovano quando si recano in un punto vendita della distribuzione moderna. Ed è soprattutto quest’ultimo aspetto che “fotografa” l’incessante impegno in innovazione delle aziende del settore lattiero-caseario, che continuano a investire in R&S per offrire ai consumatori prodotti sempre in linea con le loro esigenze, le loro preferenze e le loro attese.
Le innovazioni lanciate dalle imprese lattiero-casearie nell’ultimo triennio sembrano avere incontrato il favore dei consumatori. Infatti, anche se spesso sono settori ancora giovani o nicchie di mercato, mostrano performance positive e significative.
Assolatte rivela che i best performer tra i “mercati minori” del lattiero-caseario italiano sono latti fermentati e kefir, che hanno generato nel 2017 circa 4 milioni di euro di giro d’affari, mettendo a segno una crescita del 14,8% nel triennio 2015-2017. Ottimo risultato anche per le bevande a base di latte Uht, che, secondo i dati Assolatte, sono arrivate a 9,5 milioni di euro di vendita, in crescita del 7,6% nel triennio. Nello stesso periodo 2015-2017 sono aumentate del 9,3% le vendite di latte condensato e in polvere, molto usati per la preparazione dei dolci, che l’anno scorso hanno generato 6,4 milioni di euro. Ma il record di crescita degli ultimi tre anni va ai formaggi ai sapori (i cosidetti “elaborati”): alle erbe aromatiche o alle olive, al tartufo o al peperoncino, al salmone o con lo speck, alle noci o al prosciutto, questi formaggi sfiziosi e gustosi hanno letteralmente preso per la gola gli italiani, che nel triennio 2015-2017 hanno aumentato del 46,1% la spesa per acquistarli. Così nel 2017 il giro d’affari ottenuto da questi prodotti è arrivato a 14,4 milioni di euro.
L’indagine commissionata da Assolatte al Rem Lab ha evidenziato anche gli andamenti positivi di alcuni tra i mercati lattieri-caseari più “grandi” (ossia con oltre 100 milioni di euro di vendite nella distribuzione moderna), a riprova del forte legame degli italiani per i “grandi classici” del lattiero-caseario. Il prodotto “big” che, negli ultimi tre anni, ha registrato il maggiore tasso di crescita è stato lo yogurt alla greca, che ha visto aumentare le vendite del 16,6%, arrivando nel 2017 a sfiorare i 165 milioni di euro di giro d’affari. Crescita triennale a due cifre anche per i formaggi duri da grattugia, autentici testimonial della cucina italiana, che l’anno scorso hanno superato i 511 milioni di euro di vendite, mettendo a segno un +12,1% nel triennio. Nello stesso periodo è salito del 10% il giro d’affari dei formaggi da tavola in fette, premiati dal binomio gusto e comodità, che nel 2017 hanno generato quasi 113 milioni di euro di vendite. Infine, continua la “riscossa” del burro: riabilitato dai nutrizionisti, amato dagli chef e dai maestri pasticceri, il burro è tornato a riprendersi il posto che si merita nel frigorifero degli italiani. Tra 2015 e 2017 le vendite nella distribuzione moderna sono salite del 6,3% e il burro ha chiuso l’anno scorso sfiorando i 313 milioni di Euro di giro d’affari.
EFA News - European Food Agency