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CLARA MOSCHINI

La Doria, avvio brillante nel 2018

Ricavi a 179 milioni e utile netto di 5,5 milioni nel 1° trimestre

Indebitamento netto in riduzione a 91,2 milioni di euro dai 98,1 milioni di euro al 31.12.2017

Fatturato in sensibile crescita e redditività stabile nonostante il permanere di uno scenario competitivo fortemente sfidante. Grazie anche all'ottima performance dei mercati internazionali con un significativo incremento dei volumi venduti e malgrado lo sfavorevole cambio di conversione euro-sterlina dei ricavi della società controllata inglese. Sono i risultati resi noti da La Doria per il primo trimestre 2018.

L’andamento del Gruppo salernitano, guidato da Antonio Ferraioli, è stato caratterizzato da un significativo aumento del fatturato e da una crescita di tutti gli indicatori finanziari.

In particolare, l’attività manifatturiera, svolta dalla Capogruppo La Doria S.p.A. e dalla controllata Eugea Mediterranea S.p.A., ha registrato un incremento dei ricavi (+3,6%) imputabile al soddisfacente aumento dei volumi venduti (+5,2%) e una marginalità operativa stabile malgrado il calo dei prezzi di vendita, grazie essenzialmente all’incremento dei quantitativi prodotti. Anche l’attività di trading, svolta dalla controllata LDH (La Doria) Ltd sul mercato inglese ha registrato un aumento delle vendite (+13%) determinato da una forte crescita dei volumi (+11,3%) e da un lieve incremento dei prezzi ascrivibile agli effetti dell’inflazione indotta dalla svalutazione della sterlina post Brexit, che ha continuato a colpire, seppur in maniera meno accentuata, i principali prodotti importati in euro e/o dollaro e commercializzati dalla società sul mercato britannico.

In lieve calo, rispetto al medesimo trimestre del 2017, i margini operativi, a causa del perdurare della pressione esercitata dagli operatori della grande distribuzione inglese in un contesto inflattivo e di aumento della competitività. Va evidenziato che sui risultati economico-finanziari di Gruppo ha influito, nel primo trimestre 2018, la dinamica valutaria, ovvero lo sfavorevole cambio di conversione euro-sterlina dei risultati della LDH per effetto della citata svalutazione della moneta inglese.

I ricavi consolidati si attestano a 179 milioni di euro, in aumento del 6,9% rispetto ai 167,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. A cambi costanti, il fatturato ammonterebbe a 181,6 milioni di euro (+8,4%). Ottima performance della “Linea rossa” cresciuta dell’11,3%, grazie alla forte spinta dei volumi di vendita all’estero. In buon progresso anche la “Linea sughi” (+5,7%) e la “Linea Legumi e vegetali” (+3,6%). In significativo aumento anche le vendite delle “Altre Linee” (trading) con +15,2%. Nel complesso, il fatturato del Gruppo è stato generato dai “Legumi e vegetali” per il 27%, dai “Derivati del pomodoro” per il 23%, dai “Sughi” per il 13%, dalla “Frutta” per il 9% e dalle “Altre Linee” (trading) per il 28%.

All’estero è stato destinato l’81% delle vendite, aumentate del 10,8%, mentre il restante mercato domestico ha visto una flessione del 7,4% in parte a seguito della rinuncia ad alcune commesse nel canale discount caratterizzato da un’aspra competizione nei prezzi, ritenuti non remunerativi dalla Società.

I principali risultati:
• il risultato operativo lordo (EBITDA), che è pari a 12,2 milioni di euro rispetto a 11,8 milioni dei primi tre mesi 2017. Ebitda margin al 6,8% dal 7,1% del primo trimestre 2017;
• il risultato operativo (EBIT), che ammonta a 9,2 milioni di euro rispetto a 8.,9 milioni del 31.03.2017. Ebit margin attestato al 5,2% dal 5,3% del 1° trimestre 2017;
• il risultato ante imposte, che ammonta a 7,8 milioni di euro rispetto ai 7,5 milioni al 31 marzo 2017.
• l’utile netto, che è pari a 5,5 milioni di euro contro i 5,2 milioni realizzati nel primo trimestre 2017.

I principali dati patrimoniali a livello consolidato risultano:
• la posizione finanziaria netta, che si attesta a -91,2 milioni di euro a fronte di -98,1 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2017 (-88,3 milioni al 31.03.2017). I debiti al 31 marzo 2018 sono inerenti, per 28,3 milioni di euro, al debito relativo alle put options in essere a favore dei soci di minoranza della controllata LDH (La Doria) Ltd. Pertanto, i debiti finanziari gestionali al 31.03.2018 ammontano a 62,9 milioni di euro.
• il patrimonio netto, che ammonta a 230,2 milioni di euro, in incremento rispetto al patrimonio di 227 milioni al 31 dicembre 2017 (212,3 milioni al 31 marzo 2017).
• il rapporto debiti/patrimonio, che si attesta a 0,40 da 0,43 al 31.12.2017 (0,42 al 31 marzo 2017).


Secondo la società "nel 2018 lo scenario di mercato continuerà ad essere caratterizzato da una concorrenza molto accesa in vari paesi e dalla pressione della Grande Distribuzione, in particolare nel Regno Unito a causa della citata inflazione indotta dalla svalutazione della sterlina. In tale contesto, quello in corso sarà un esercizio in cui il Gruppo La Doria porrà le basi per continuare a lavorare, nei prossimi anni, su due piani prioritari, l’aumento dei ricavi e l’ulteriore miglioramento della marginalità. A tal scopo è stato varato un ingente piano quadriennale di investimenti volto all’aumento della capacità produttiva principalmente nelle categorie di prodotto a più alto valore aggiunto e con tassi di crescita potenzialmente più elevati, come i sughi pronti".


"Il Piano -prosegue la nota della società- sarà finalizzato, altresì, alla razionalizzazione dei siti industriali del Gruppo, all’ampliamento ed all’automazione dei magazzini ed all’aumento dell’efficienza industriale e logistica, con l’obiettivo di essere ancor più competitivi nei costi". 

La Doria, società quotata all’MTA, segmento Star, di Borsa Italiana, è il primo produttore italiano di legumi conservati e di derivati del pomodoro (polpa e pelati) e secondo di succhi e bevande di frutta. Con l’acquisizione del Gruppo Pa.fi.al La Doria è diventato il primo produttore italiano di sughi pronti a marchio private labels e tra i primi produttori Europei.

Il fatturato 2017 è stato pari a 669,1 milioni di euro di cui oltre il 90% generato attraverso il segmento delle private labels (marchi delle catene distributive), con clienti quali Carrefour, Auchan, Selex e Conad in Italia e Tesco, Sainsbury, Morrisons e Waitrose all’estero, che rappresenta il principale sbocco commerciale per il Gruppo.

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EFA News - European Food Agency

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