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CLARA MOSCHINI

Inflazione: spinta da +11,2% su frutta per clima pazzo

Coldiretti commenta i dati Istat sull’andamento dei prezzi a maggio

A spingere l’inflazione sono gli effetti del clima impazzito che ha provocato l’aumento congiunturale dell’11,2% dei prezzi della frutta, duramente colpita dal maltempo. E’ l'analisi che Coldiretti fa ai dati Istat sull’andamento dei prezzi a maggio (vedasi EFA News collegata). Quest’anno, commenta l'assocviazione, è infatti sparito dagli alberi un frutto su quattro per il crollo dei raccolti in tutta Europa a causa dell’andamento stagionale anomalo dovuto a gelate e grandine: dalle albicocche alle ciliegie, dalle pesche alle nettarine fino alle susine. 

Una situazione difficile per i coltivatori in Italia; Coldiretti stima per il raccolto di pesche un calo di oltre il 20% nel mezzogiorno e del 15% al nord, e rispetto allo scorso anno una produzione inferiore tra il 10 ed il 30% per le ciliegie, ma con pezzature più grandi e migliore qualità. Ridotta anche  la disponibilità delle susine mentre ci saranno circa il 20% di albicocche in meno nei frutteti in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Piemonte e Calabria. 

"Il crollo della produzione è destinato ad avere effetti sui consumi", continua l'associazione dei coltivatori diretti.  In queste condizioni, suggerisce,  per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto, perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali.

 

Clamos - 3499

EFA News - European Food Agency

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