It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Sicurezza alimentare, il futuro dell'Africa

Un seminario sulle prospettive di sviluppo per le aziende italiane nel continente africano

“Focus on Africa. Sicurezza alimentare, tutela ambientale e sviluppo sostenibile: nuove prospettive per le istituzioni e le imprese italiane”: è il seminario organizzato a Roma dallo Studio legale Pavia e Ansaldo, in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo e con il Campus Bio-Medico di Roma.

Al centro dei lavori le tematiche legate all'agroindustria ed alla sicurezza alimentare in Africa, e ai rischi per la salute che possono derivare ai consumatori dall’utilizzo di prodotti agroalimentari di incerta qualità e dubbia provenienza. 

L’evento, aperto dai saluti di Raffaele Calabrò, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e di Pier Luigi D’Agata, di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, ha presentato un keynote speech di Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare, seguito da interventi di Laura De Gara, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, del Professor Francesco Bruno, partner dello Studio legale Pavia e Ansaldo, di Diego Barba, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Avvocato Mario Di Giulio, partner dello Studio legale Pavia e Ansaldo.

“In Africa spesso la penuria di cibo è legata all'assenza di adeguate tecniche di coltivazione e conservazione”, ha dichiarato Mario Di Giulio. “Il cibo è a volte fin troppo biologico nel senso che l'assenza di adeguati trattamenti fa sì che i raccolti siano infestati da contaminanti naturali che li rendono non edibili o nocivi alla salute. Il nostro convegno espone - tra l'altro - le tecnologie ideate e create dai nostri centri di ricerca e dalle università e pone una particolare attenzione sul rispetto dell'uomo e della natura, quale unica chiave per debellare la fame e assicurare un futuro, non solo all'Africa ma all'intera umanità”.
Per Francesco Bruno “il contesto legale internazionale sulla food safety si sta evolvendo verso un diritto globale, in cui sono protagonisti assoluti gli Stati, le istituzioni internazionali, ma soprattutto le imprese. Tale nuovo ruolo delle aziende che intendono investire in Africa presuppone la conoscenza di strumenti giuridici, tecnici ed economici che contemplano una diversa visione del business, per un verso radicato sul made in Italy e la qualità delle produzioni, per l’altro aperto a nuovi mercati e frontiere, nonché fortemente legato ad innovazioni di processo”.
L’Italia, ha ricordato Pier Luigi d’Agata, “è leader mondiale in molti segmenti dell’agribusiness. Ma accanto alle innovazioni di prodotto e di processo occorre innestare in Africa la cultura industriale italiana ed il modello della PMI, per assicurare uno sviluppo sostenibile e compatibile con le necessità di un continente che nel medio periodo avrà una rilevante crescita demografica ed una classe media sempre più ampia ed a bisogni crescenti”.
Oggi, ha spiegato il rettore dell’Università Campus Bio-Medico, Raffaele Calabrò, “parliamo di sicurezza alimentare con il pensiero rivolto all'Africa, mentre alle nostre latitudini ragioniamo di disturbi del comportamento alimentare, obesità ma anche di malnutrizione negli anziani – ha spiegato nel suo intervento - In questo scenario, come Università, siamo chiamati a formare e aggiornare i professionisti e gli imprenditori di oggi e di domani: una missione educativa, una sfida e una responsabilità che avvertiamo con pienezza. Restituire senso e valore alle parole innovazione e sostenibilità è un compito che cerchiamo di portare avanti ogni giorno insieme ai ragazzi che frequentano i nostri corsi di laurea in Scienze dell’alimentazione e nutrizione umana”.
Secondo Laura De Gara, Presidente del corso di Laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, “il miglioramento dello stile alimentare, in termini di salubrità e sicurezza, deve prevedere un lavoro di formazione e informazione rivolto alla popolazione. Anche in Africa, interventi di educazione alimentare, adeguati ai contesti specifici, possono essere un valido strumento per il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. In questo contesto, una più stretta collaborazione, anche basata su scambi di studenti, docenti e ricercatori, tra università ed enti di ricerca italiani e africani può rappresentare un nuovo modello di cooperazione internazionale potenzialmente molto efficace”.

lma - 3636

EFA News - European Food Agency

Similar