Quotazione agevolata: opportunità anche per le pmi nel food
In vigore il decreto sul credito d'imposta sul 50% dei costi per la Borsa
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.139 del 18-06-2018) il Decreto Ministeriale MISE – MEF, in vigore da ieri, in attuazione dell’art. 1, commi da 89 a 92, della legge di Bilancio 2018 che ha introdotto il credito d’imposta sul 50% dei costi di consulenza sostenuti dalle PMI a decorrere dal 1° gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2020 e finalizzati all’ammissione alla loro quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
Le aziende del settore agroalimentare quotate in Italia sono una manciata del listino di Milano: esclusa Parmalat (che peraltro ha cercato di delistarsi senza successo) i big Ferrero, Cremonini (che era stata quotata fino al 2008), Barilla, Amadori e Aia non hanno nessuna intenzione di aprirsi al mercato (vedi EFA News del 6/12/2017). Diverso il caso delle pmi che potrebbero essere stimolate fortemente dai vantaggi fiscali, ottenibili proprio da società con fatturato compreso tra i 2 e i 50 milioni di euro.
Secondo Anna Lambiase, Ad di IR Top Consulting, società di consulenza specializzata nell’advisory su Equity Capital Markets per la quotazione in Borsa e l’apertura del capitale a Investitori Istituzionali (Investor Relations), “la pubblicazione del decreto è il segnale dell’importanza attribuita dal Governo alla crescita del mercato dei capitali per il futuro dell’economia italiana. Abbiamo lavorato per lo sviluppo di Aim Italia e questa norma va nella direzione di valorizzare il lavoro fatto a favore di un mercato nel quale abbiamo creduto e investito dalla sua nascita sviluppando un asset di conoscenza che oggi ci contraddistingue nella comunità finanziaria italiana. Ci aspettiamo che il credito di imposta possa stimolare un’ulteriore domanda di quotazioni di pmi su Aim che, dal 2009 ha procurato circa 4 miliardi di euro di capitale alle società. Nell’ambito del nostro supporto tecnico al Governo le tematiche di approfondimento hanno riguardato la definizione della policy sotto il profilo dei «costi medi di Ipo» e la misura della norma in termini di risorse stanziate (80 milioni di Euro). In particolare, le aree di analisi condotte dall’Osservatorio Aim sono state: tipologie dei costi di quotazione sul mercato Aim di Borsa Italiana, analisi di sensitività in base ai dati di raccolta media (7,2 milioni di Euro) e mediana (5,3 milioni di Euro), i possibili impatti dell’incentivo fiscale sul numero di nuove Ipo e stima della misura e le evidenze empiriche del 2017. Considerando che ci attendiamo un importo medio sotto la soglia di 500.000 euro, potranno beneficiare dell’incentivo circa 180 Ipo nel triennio 2018-2020.”
In allegato l'approfondimento di IR Top Consulting su tutte le modalità operative della nuova normativa.