Giappone. Vino: si scommette sul valore aggiunto
Focus: formare bevitori esperti e consapevoli della qualità
Nel mercato del vino in Giappone la tendenza mostratasi positiva fino al 2015, ha segnato un’inversione in negativo sia nel 2016 che nel 2017. Nonostante all’estero la generazione dei Millennials apprezzi vini come il rosé o il prosecco, in Giappone la domanda della generazione giovane si rivolge prevalentemente verso le bevande Ready-to-Drink, offerte in una vasta gamma di varietà e a prezzi contenuti.
In seguito alla conclusione dell’intesa per l’accordo di partenariato economico tra Ue e Giappone, emerge tuttavia una certa vivacità nel settore del vino da tavola europeo che finora subiva la pressione del vino cileno. Il sentimento comune di chi opera in questo mercato è che d’ora in poi non bisognerà tenere in considerazione solo il prezzo, ma che la vera scommessa si concentrerà sul valore del vino stesso. Sarà richiesto un valore aggiunto, e per il futuro una delle possibili proposte in tal senso sembrerebbe essere costituita dal “Vino biologico”.
Partendo quindi dalle diverse qualità intrinseche del vino, si punterà a formare dei bevitori esperti in grado di riconoscere la qualità di quello che bevono. Lo riferisce oggi l'Istituto per il commercio estero dalla sua sede di Tokyo.
EFA News - European Food Agency