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CLARA MOSCHINI

Florido l'export agroalimentare italiano nei primi 5 mesi 2018

Messo a segno +3,5% nonostante lo scenario di mercato poco favorevole

In uno scenario di mercato poco favorevole agli scambi commerciali internazionali, l’agroalimentare italiano continua la sua corsa in fatto di export, mettendo a segno una crescita a valore nei primi 5 mesi dell’anno pari al +3,5%, una tra le performance più alte se confrontata coi diretti competitor.

Andando ad analizzare la crescita dell’export italiano per singolo mercato di destinazione -secondo quando riporta oggi l'Istituto italiano per il commercio estero, Ice-, si evince come in molti di quelli oggi sotto osservazione per i rischi legati ad inasprimento dei dazi, ritorno al protezionismo, accordi di libero scambio non ratificati o Brexit alle porte, le esportazioni agroalimentari del nostro Paese stanno avanzando più, e più velocemente di quelle dei concorrenti. Se negli Usa quelle totali di prodotti agroalimentari hanno fatto registrare (a valore) un calo del 4% nel periodo in esame (ricordiamo i primi 5 mesi dell'anno), quelle dall'Italia  sono invece cresciute del 4,5%. 

Trend analogo in Canada: a fronte di una riduzione dell’import agroalimentare complessivo del 6,8%, quello di prodotti italiani è aumentato del 4%. 

Il nostro agroalimentare  ha registrato nel periodo buoni risultati anche al di fuori dei mercati tradizionali dell’Europa Occidentale o del Nord America come nel caso del Messico, dove è cresciuto del 23%. Negli ultimi cinque anni le importazioni di food&beverage dal nostro Paese sono aumentate del 46%, grazie anche ad un consumatore locale che ha potuto godere di un maggior livello di benessere, e che in prospettiva dovrebbe veder crescere ancora i propri redditi.

Clamos - 4251

EFA News - European Food Agency

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