Russia. Superalcolici, cala il consumo ma resta oltre la media
Cioccolato: stabile la produzione interna
Secondo i dati di Rosstat, il consumo di alcool in Russia nel 2017 è sceso a 10 litri pro capite, mentre l’indicatore mondiale medio è di 6,2 litri di alcool puro all’anno. Per tradizione i russi bevano la vodka, ma sono anche “aperti” -soprattutto le generazioni più giovani e gli abitanti delle grandi città- al consumo di altri liquori come whisky, rum, tequila. Un forte impulso alla varietà del mercato proviene dal segmento Horeca con i vari cocktail a base di rum, gin, e similari. Le importazioni in calo nel periodo 2014 -2016 (sia in quantità che in valore per la riduzione del reddito reale della popolazione e per la svalutazione del rublo), nel 2017 hanno registrato una ripresa.
Sempre i dati nazionali confermano il Distretto federale Centrale come il maggior produttore di cioccolato e confetteria, che da solo segna il 53,6% dell’intera produzione; segue quello del Volga con il 20,2%. Un aumento della produzione si è registrato nei Distretti federali Centrale, Meridionale, del Volga, degli Urali. E’ diminuita invece lin quelli di Siberia, Caucaso settentrionale ed Estremo Oriente. In Russia sono cinque le grandi società che insieme coprono l’80% circa della produzione, e sono le multinazionali Mars, Mondelez International, Nestlè, Ferrero e la holding russa Obedinennye Konditery. Il Paese esporta cioccolata in 40 Nazioni e nel 2017 le esportazioni sono state pari a 163.000 tonnellate (+4% rispetto al 2016) per un valore di 481 milioni di dollari.
EFA News - European Food Agency