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CLARA MOSCHINI

Sigaro Toscano pronto per la Borsa

Valore sui 400 mln, Opv sul 30% con cui Montezemolo & Co fanno cassa

Manifatture Sigaro Toscano festeggia il bicentenario con lo sbarco in Borsa. Secondo quanto risulta all'agenzia Radiocor, è atteso per domani il via libera della Consob al prospetto informativo per la quotazione. Al più tardi, il documento verrà pubblicato giovedì prossimo. Il progetto di quotazione prevede un flottante del 30% che verrà messo sul mercato attraverso un'offerta pubblica di vendita e un collocamento a investitori istituzionali. Il voto dei soci in assemblea è stato unanime sullo sbarco sul Mta di Borsa Italiana. La quotazione, ha osservato il presidente Luca Cordero di Montezemolo intervenendo alla riunione, "consentirebbe, in prospettiva, una maggiore visibilità della società a livello internazionale con un potenziale miglioramento delle capacità di sviluppo delle sue attività". Nel 2008 MST ha acquisito dal Gruppo svizzero Burger Sönhe il marchio dei sigari Pedroni,che è diventata così una nuova linea di sigari italiani da posizionare nel mercato internazionale accanto allo storico sigaro Toscano; a settembre 2015 è la volta di Avanti Cigar Company con cui la società di Lucca sbarca negli Stati Uniti. E' prevista la vendita di azioni dall'attuale socio di maggioranza Seci (Società Esercizi Commerciali italiani) e dagli altri soci senza alcun aumento di capitale. Credit Suisse Securities (Europe) e UniCredit agiranno in qualità di joint-global coordinator dell'offerta, UniCredit in qualità di responsabile del collocamento per l'offerta pubblica, Banca Akros e Bper come sponsor nei confronti di Borsa Italiana e Banca Akros anche come co-book-runner dell'offerta globale Il gruppo, che lo scorso anno ha prodotto 212 milioni di sigari, ha chiuso il bilancio 2017 con un fatturato di 102,1 milioni di euro, un Ebitda di 32,8 milioni e un utile netto di 17,6 milioni. In grande crescita l'export che ha ormai raggiunto una quota del 20% del giro d'affari e tocca 65 diversi Paesi. "Negli ultimi anni - ha detto ancora il presidente di Manifatture Sigaro Toscano, Luca Cordero di Montezemolo, nei giorni scorsi a Firenze nel corso dei festeggiamenti per il bicentenario della casa - abbiamo fatto importanti investimenti, anche nei macchinari e abbiamo ora tutte le carte in regola per accelerare la crescita sui mercati esteri, non solo Stati Uniti, Germania e Turchia, ma anche Serbia, Romania e tutta l'area dell'Est Europa compresi i duty free internazionali". La quotazione, secondo le prime indiscrezioni filtrate ad aprile scorso, sarebbe dovuta avvenire entro luglio e lo slittamento lascia immaginare che i soci (gruppo Maccaferri  con oltre il 50%, il vicepresidente Aurelio Regina col 10,2% come Francesco Valli, Piero Gnudi col 14,3% come lo stesso Montezemolo e Matteo Tamburini con lo 0,7%) possano aver sondato anche la via del private equity per monetizzare il proprio investimento. Del resto, Montezemolo è stato nominato presidente proprio a fine aprile e dopo l'uscita da Italo-Ntv, che gli ha fruttato 250 milioni di euro, ora mette il suo nome sull'operazione Toscano. Il gruppo dovrebbe essere valutato 400 mln di euro, pari a 12 volte i margini. Piazza Affari è ufficialmente la via maestra per fare cassa.


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EFA News - European Food Agency

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