Sears rischia di fallire sotto i colpi dell'e-commerce
Con un debito di 10 miliardi, uno dei simboli del capitalismo americano ha chiesto il chapter 11
Fondata da Richard Warren Sears e Alvis Curtis Roebuck nel 1886, a quasi 100 anni dall'apertura del primo negozio, Sears ha chiesto l'accesso al cosiddetto Chapter 11 in tribunale: è il meccanismo che protegge gli ultimi beni dalla società, con ha un fardello di debito di circa 10 miliardi di dollari, permettendole di operare senza l'assillo dei creditori. La società è uno dei simboli del capitalismo americano, del sogno della nuova frontiera e del mito wasp della ricchezza benedetta e, come tale da ostentare: uno dei più famosi grattacieli di Chicago (e del mondo) è, appunto la Sears Tower. Ancora oggi elegante e bellissimo rappresentante di quella modernità che sembrava non poter andare in crisi, l'edificio è stato progettato dallo studio Skidmore, Owings and Merrill e dal 1973 al 1998 è stato il grattacielo più alto al mondo. Oggi è stato ribattezzo Willis Tower, dal nome della compagnia di assicurazioni che l'ha rilevato nel 2009.
Sears aveva iniziato la sua attività con un modello poi ripreso da Postalmarket: le famiglie sceglievano i prodotti da un catalogo su carta, quindi li ricevevano via posta. E il catalogo si era arricchito al punto da comprendere perfino le case. Negli anni Sears è diventato uno dei giganti Usa del commercio al dettaglio, raggiungendo il culmine con 2200 negozi e 350mila dipendenti. Nel 1989 fu superata da Walmart e ora, nell'era di Amazon, la società è vicina al fallimento.
La società proverà a riorganizzarsi attorno a una piattaforma di negozi più piccola, una strategia che l'aiuterebbe a salvare decine di migliaia di posti di lavoro dei 90 mila attuali: Sears chiuderà 142 negozi non redditizi verso la fine dell'anno, oltre alla già annunciata chiusura di 46 negozi entro novembre.
EFA News - European Food Agency