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CLARA MOSCHINI

Parte da Lurpak la crociata malese in difesa dell'olio di palma

Condanna di Kuala Lumpur per scritte e pubblicità che denigrano il noto prodotto nazionale

Da un lato il governo di Kuala Lumpur, che difende la sua produzione interna e  i diritti dei piccoli agricoltori contro la discriminazione estera. Dall'altra Lurpak, grande azienda danese, che vende nei supermarket malesi i prodotti di una sua controllata con su scritto "Contains no palm oil": come dire, denigrare il vino in casa dell'oste...

Parte da qui la crociata della Malesia contro i denigratori dell'olio di palma, promettendo  misure di ritorsione contro i Paesi che discriminano l'olio di palma e i prodotti che lo contengono. E ancora: "Dobbiamo essere altrettanto vigili in casa nostra così come lo saremo all'estero, e condanneremo le azioni discriminatorie da parte di società straniere operanti all'interno dei nostri confini", ha rincarato Datuk Seri Mah Siew Keong, ministro del dicastero Plantation Industries & Commodities. La Malesia concentra nel suo territorio gran parte della produzione mondiale di questo olio.

Continua il ministro: è ormai noto come in Europa sia in atto da anni una campagna contro il consumo dell'olio di palma, che ha fortemente influenzato l'opinione pubblica. Ciò che pochi sanno è che a subirne gli effetti negativi è anche la Malesia, dove le vendite sono bruscamente calate a danno soprattutto dei piccoli produttori. È responsabilità di tutti noi tenere conto di quelle aziende, e condannare quelle azioni  che minano il nostro interesse nazionale, deliberatamente rivolte contro  l'olio di palma che è un pilastro-chiave dell'economia malese.

Un esempio è la proliferazione di pubblicità o etichettature "No Palm Oil" sul cibo.  Spesso accompagnate dalla promozione deliberata di olii o grassi concorrenti a quello di palma. Tale pubblicità denigratoria ha avuto un effetto negativo sull'olio di palma in Europa e potrebbe averlo in Malesia se non correremo subito ai ripari, ha aggiunto Mah Siew Keong.

A cominciare da Lurpak, che pur essendo membro del Roundtable on Sustainable Palm Oil (Rspo), le cui norme prevedono l'impegno da parte dei membri di non compromettere la produzione sostenibile dell'olio di palma, sull'incarto di alcuni suoi prodotti in vendita in Malesia implicitamente critica  l'olio di palma malese promuovendo apertamente grassi alternativi. Così come hanno fatto anche i supermercato francesi della catena  Casino, che da anni utilizzano  le etichette "No Palm Oil" pur rimanendo un membro Rspo, "la cui vigilanza è chiaramente inadeguata ed inefficace se permette ad aziende come Lurpak di denigrare il prodotto anche qui in Malesia".

Adesso è il momento di agire, ha concluso il ministro.


Clamos - 639

EFA News - European Food Agency

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