Etichetta pomodoro/3: Ue attende da Italia notifica norme
Martina ne ha parlato con Andriukaitis, ma manca l'atto formale
Alla Commissione europea "stiamo ancora aspettando che il governo italiano ci notifichi formalmente il decreto interministeriale" sull'etichettatura d'origine obbligatoria dei pomodori nei prodotti trasformati, firmato dai ministri Maurizio Martina (Politiche agricole) e Carlo Calenda (Sviluppo economico). Lo hanno riferito a Bruxelles fonti dell'Esecutivo comunitario, che hanno ricordato come le norme italiane rientrino nel campo di applicazione della regolamentazione Ue dell'informazione sugli alimenti, che richiede di notificare con tre mesi di anticipo qualunque norma nazionale nel settore. Il decreto introduce in via "sperimentale" l'etichettatura obbligatoria dell'origine per i derivati del pomodoro (sughi pronti, salse, concentrato e conserve in cui costituisce almeno il 50% degli ingredienti) e sul paese di trasformazione, sulla scia di quanto è già stato fatto con il latte nei prodotti lattiero caseari, il grano nella la pasta e con il riso. Alla Commissione riconoscono che il ministro Martina ha parlato al telefono con il commissario Ue alla Salute e Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, in occasione della firma del decreto, ma non basta: "Dal punto di vista giuridico, - spiegano - occorre una notifica formale tre mesi prima dell'adozione del decreto". "Come ho ribadito oggi ad Andriukaitis - aveva spiegato sabato scorso Martina in un comunicato - crediamo che questa scelta vada estesa a livello europeo, garantendo la piena attuazione del regolamento Ue 1169 del 2011".
Se la procedura di notifica non venisse rispettata, la Commissione Ue avvierà un procedimento di censura nei confronti dell'Italia.
EFA News - European Food Agency