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CLARA MOSCHINI

Movimento 5 Stelle: perchè il Ministro della salute inaugura allevamenti intensivi?

Interrogazione parlamentare sulla visita della Lorenzin a Bonifiche Ferraresi

Ministero Salute, Lorenzin, Bonifiche Ferraresi Mirko Busto

"Il ministro della salute non ha lo stesso ruolo del ministro dell’agricoltura o di quello dello sviluppo: ha il ruolo di tutelare la salute. Per questo non comprendiamo la sua visita presso un nuovo allevamento intensivo".

E' quanto dichiara l'On. Mirko Busto, primo firmatario di una interrogazione parlamentare che chiede conto della visita e delle dichiarazioni fatte dal Ministro Beatrice Lorenzin nei nuovi allevamenti di Bonifiche Ferraresi (vedi Efanews del 5/10/2017).

Secondo Busto, "questo nuovo modello di allevamento 4.0 è d’interesse perché dovrebbe anche contribuire a ridurre l’uso degli antibiotici, ma il Ministro della salute dovrebbe comunque occuparsi di tutelare la salute e non trascurare le dichiarazioni ufficiali del codice europeo contro il cancro e dello Iarc. In particolare il codice europeo contro il cancro chiede di escludere le carni processate e di limitare le carni rosse nella dieta. In Italia abbiamo un grosso problema col numero di tumori, legati principalmente all’inquinamento, ma per la prevenzione è importante anche quello che mangiamo, riducendo gli elementi che hanno un fattore di rischio più elevato".

I firmatari dell'interrogazione contestano poi le dichiarazioni del Ministro che avrebbe sminuito la scelta di coloro che non mangiano carne, basando la scelta su mode o fake news del web.

"Noi - precisa Busto -  fatte salve le libere scelte, non stiamo dicendo che le carni vanno escluse dall’alimentazione, è sbagliato secondo noi però andare all’inaugurazione di un allevamento e far passare l’idea che chi non mangia carne lo fa solo per moda o per disinformazione. Non è questo il ruolo di un ministro".

"Non siamo contro gli allevamenti - ha concluso Busto -  ma va preso atto che negli ultimi anni c’è stata una forte riduzione dei consumi di carne, è un trend verso un consumo più moderato e consapevole. Più che grandi produzioni intensive dobbiamo puntare alla qualità, alla riduzione dell’impatto ambientale e alla salute. Questo nuovo allevamento sembra andare in questa direzione, non lo contestiamo, però abbiamo ritenuto comunque inopportuna la presenza di Lorenzin".

Di seguito il testo completo dell'interrogazione parlamentare.


Atto Camera


Interrogazione a risposta scritta 4-18153 presentato da BUSTO Mirko testo di Venerdì 13 ottobre 2017, seduta n. 870

  BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, TERZONI, ZOLEZZI, GRILLO e NESCI. — Al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   come riportato da fonti stampa, tra cui il giornale online Giornalettismo.it, in data 5 ottobre 2017 è stato inaugurato l'allevamento «green» di Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia (Ferrara) che sarà gestito dal gruppo Cremonini. Il convegno di presentazione «Zootecnia 4.0: il modello italiano di allevamento bovino integrato e sostenibile per le sfide del futuro», ha visto la partecipazione del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina in video-collegamento e la Ministra della salute, Beatrice Lorenzin;

   l'allevamento sarà composto da dieci capannoni super tecnologici dove verranno allevati 9000 capi bovini;

   in tal sede la Ministra della salute ha affermato la volontà di portare avanti una battaglia scientifica di informazione: «Purtroppo ci districhiamo costantemente in mezzo alle mode, grandi ondate che bisognerebbe combattere insegnando ai cittadini la consapevolezza, la capacità di scelta di fronte a notizie fuorvianti. Come ministro sono molto preoccupata per mode alimentari basate sulla disinformazione, che nel caso delle battaglie sui vaccini ad esempio, in cui quest'ultima è arrivata a livelli tali da far sì che una grandissima parte dei cittadini rinunciasse ad un elemento primario di profilassi mettendo a rischio la salute di intere comunità»;

   la scelta di una dieta a base prevalentemente vegetale, in aumento, coinvolge l'8 per cento della popolazione secondo il rapporto Eurispes del 2016;

   la Lorenzin ha inoltre citato in maniera ad avviso degli interroganti fuorviante la dieta mediterranea: «In mezzo ai radicalismi c'è l'equilibrio: la nostra dieta mediterranea, patrimonio dell'Unesco, con la sua piramide alimentare che vede in cima proprio la carne»;

   la dieta mediterranea colloca la carne in cima alla piramide alimentare come alimento da consumare saltuariamente, prediligendo per contro una dieta a base prevalentemente vegetale;

   nel 2015 lo Iarc ha inserito la carne rossa nella categoria 2o «probabilmente cancerogena», dopo aver confrontato 800 studi scientifici. Già in tal occasione la Ministra Lorenzin aveva provato a ridimensionare l'allarme di Oms e Iarc tramite il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, affermando la necessità del consumo di carne;

   secondo il Word Cancer Research Fund per limitare l'incidenza del cancro al colon retto non si dovrebbero superare i 42,9 g al giorno di carni rosse per un totale di 15,66 kg all'anno, mentre secondo le Dietary guidelines for Americans l'apporto massimo consigliato di carni ammonterebbero 34,31 kg all'anno. Il consumo medio in Italia, invece, ammonta invece a 7 g l'anno per abitante;

   si rileva l'allarme sollevato dal problema dell'antibiotico-resistenza, la cui causa è il largo uso di antibiotici, stimati per il settore veterinario, al 70 per cento del consumo totale in Italia;

   molteplici articoli e trasmissioni televisive, quali «Announo» e «Animali come noi» hanno denunciato il perpetuarsi di casi di maltrattamento e disattenzione delle prescrizioni igienico-sanitarie all'interno di diversi allevamenti italiani, sollecitando l'intervento della Ministra della salute;

   notevoli sono le ripercussioni ambientali degli allevamenti intensivi, tra cui l'inquinamento di acque, suolo e aria a causa delle deiezioni di un elevato numero di animali in un luogo di dimensioni ridotte. L'allevamento produce, inoltre, il 14,5 per cento delle emissioni globali di gas serra, più dell'intero settore dei trasporti e delle emissioni dell'intera Europa;

   sempre più cittadini scelgono un consumo consapevole e si oppongono alla costruzione di nuovi allevamenti intensivi, come nel caso di Schivenoglia in cui i cittadini hanno espresso tramite un referendum la propria contrarietà alla costruzione di un allevamento di 10.000 maiali –:

   quale sia stato il motivo della presenza della Ministra della salute all'inaugurazione di tale allevamento intensivo;

   se il Governo non intenda avviare dei percorsi di educazione alimentare basati sulle linee sanitarie internazionali e sulla promozione della vera dieta mediterranea.
(4-18153)

agu - 1044

EFA News - European Food Agency

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