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CLARA MOSCHINI

Frantoio Turri: quest’anno la produzione diminuisce ma le rese sono già al 16%

"Ci aspettiamo di assaggiare un olio nuovo fruttato, dolce e delicato"

Nel 2017 siccità e grandine hanno contribuito ad un calo produttivo, mantenendo però la qualità del raccolto

Anno difficile nell'olio di oliva per le avverse condizioni climatiche. Mentre la scorsa annata dopo le difficoltà delle piogge estive si era ripresa con l’autunno e aveva regalato una grande produzione, nel 2017 siccità e grandine hanno contribuito ad un calo produttivo, mantenendo però la qualità del raccolto. “Il 2017 è stato un anno complesso – afferma Laura Turri, co-titolare dell’azienda con i fratelli Luisa, Mario e Giovanni – reso difficile dalla siccità e dalla grandine. La produzione si è dimezzata ma le rese sono molto buone, siamo già al 16 %, e le olive sono arrivate al giusto grado di maturazione in ottima salute. Ci aspettiamo di assaggiare un olio nuovo fruttato, dolce e delicato”.

La campagna olearia di Turri si concluderà con la Festa dell’Olio nuovo domenica 12 novembre2017 dalle 10 alle 16. Durante la giornata, con un'offerta alla Croce Rossa Italiana di Bardolino, si potranno degustare le diverse specialità gastronomiche del Garda, tutti piatti preparati con l’olio nuovo: polenta e renga, pasta e fagioli, bruschette e la tradizionale fogassa. Non solo degustazioni in programma, ma anche visite guidate in frantoio e agli uliveti: 400 piante che oltre a una funzione produttiva hanno anche una funzione didattica. Turri porta avanti un progetto di ricerca su 27 diverse varietà di olive italiane. L'obiettivo è lo studio del comportamento di queste varietà in luoghi diversi dal loro territorio di origine. Il frantoio si trova infatti in una delle zone più a nord d'Italia e d'Europa per la coltivazione dell'ulivo e il progetto nasce proprio per capire come queste piante si adattino all'ambiente che le ospita. Innovazione e ricerca sono infatti alla base del lavoro del frantoio, anche nella scelta dei sistemi di produzione: Giancarlo Turri, fondatore dell’azienda, è tra i primi in Italia ad aver scelto innovativi impianti di molitura in continuo, anziché i vecchi frantoi a presse. 

L’azienda di Cavaion Veronese (5,5 milioni di euro di fatturato), punta su territorio e mantenimento della qualità. La famiglia veronese attualmente possiede quattrocento piante e ne ricava tra i 35 e i 40 mila chilogrammi di Olio del Garda Dop, sui 260 mila totali della Denominazione di origine protetta. Questo rappresenta la punta di diamante - poco più dell’1% - della produzione complessiva dell’azienda, che sotto il suo marchio raggruppa anche extravergine biologico, a bassa acidità e, soprattutto, 100% italiano, realizzati lavorando materia prima acquistata da una rete di fornitori selezionata e fidelizzata negli anni. Le esportazioni rappresentano circa il 15% del giro d’affari complessivo.

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EFA News - European Food Agency

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