It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

La Molisana, vendite in crescita grazie a emergenza Covid-19

Intervista con l'AD Giuseppe Ferro

“A gennaio l'anno era già partito bene, ma a febbraio è avvenuta un'accelerazione improvvisa. Gli ordini arrivano dappertutto, anche da New York. E noi abbiamo già svuotato metà magazzino”. La pasta è diventata un genere di primissima necessità, come conferma Giuseppe Ferro, amministratore delegato del pastificio La Molisana. “A febbraio e a marzo abbiamo avuto un aumento delle vendite del 30% a mese. Per la semola, segmento nel quale abbiamo il 18% di quota di mercato, abbiamo un incremento di ordini del 530%: non riusciamo a stare dietro a tutti gli ordini”, spiega Ferro. "Stando in casa per l'emergenza coronavirus, tutti si sono scoperti pizzaioli o panettieri o, almeno, forti mangiatori di pasta, facile da cucinare e da abbinare ai sughi preferiti". 

“Abbiamo strutturato l'azienda per questa emergenza - sottolinea Ferro - facciamo il triage all'ingresso, misurando la temperatura agli autisti, abbiamo fatto a oltre 30 persone i test rapidi con goccia di sangue, forse acquisteremo i test drive, se possibile. A marzo ogni dipendente ha ricevuto 250 euro in più in busta paga. E abbiamo donato tre ventilatori polmonari alla terapia intensiva dell'ospedale Cardarelli di Napoli”. Per affrontare l'emergenza, La Molisana ha anche diminuito i formati di pasta: da 100 ne lavorano 60. 

“Abbiamo messo da parte provvisoriamente quelli più complicati da lavorare, così siamo più efficienti”, dice il manager. Una flessibilità frutto della tecnologia, per cui ha speso 70 milioni di euro in nove anni. Con un fatturato 2019 a 150 milioni di euro, 15 punti di ebitda e 135 mila tonnellate di pasta prodotta ogni anno, La Molisana punta dritta ai 200 milioni di giro d'affari a fine 2020. 

“Il coronavirus influisce, certo, ma noi produciamo beni che in questo momento sono di primissima necessità. Quattro tir inviati via aerea con nostri prodotti in Giappone negli ultimi 15 giorni non li abbiamo mai avuti prima”, fa notare Ferro. I piani dopo l'emergenza sono già in esecuzione. “Prima del virus avevamo messo in commercio tre nuovi tipi di pasta: trighetto, cioè gli spaghetti triangolari, cubetto e quadrotto con un nuovo packaging che richiama la bandiera italiana. Come si dice nel nostro settore, chi lancia una nuova pasta, per parecchi anni non ha più bisogno di lanciarne altre. Ma noi dopo l'estate miglioriamo ancora”, conclude Ferro.

fca - 11406

EFA News - European Food Agency

Similar