Pomodoro San Marzano, audizione sulla proposta di legge nazionale
Appoggio politico in favore della tutela di uno dei prodotti simbolo del made in Italy
Audizione alla Camera per a proposta di legge sul riconoscimento del pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino a denominazione di origine protetta e dei siti di relativa produzione quali patrimonio culturale nazionale
Alla Camera si è svolta l’audizione di rappresentanti del Consorzio osservatorio dell’Appennino meridionale, del Consorzio di tutela del pomodoro San Marzano dell’Agro sarnese-nocerino Dop e di Luigi Cerciello Renna, presidente del Centro studi AgriEthos nell’ambito dell’esame della proposta di legge per il riconoscimento del pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino a denominazione di origine protetta e dei siti di relativa produzione quali patrimonio culturale nazionale. Il primo a prendere parola è stato Tommaso Romano, Presidente del Consorzio di Tutela del Pomodoro S. Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP, il quale ha evidenziato il "significato culturale" attribuito al pomodoro, ovvero una vera e propria coltura della coltivazione del pomodoro che si nutre della cura e del lavoro certosino dei contadini. Un vero e proprio sistema che parte dalla scelta del seme e arriva all'inscatolamento. Il presidente inoltre richiede un "appoggio politico in favore della tutela del pomodoro San Marzano che incentivi uno sviluppo sociale ed economico creando un sistema forte in cui i giovani possano investire rimanendo nel proprio luogo di nascita".
Il secondo intervento è stato tenuto da Luigi Cerciello Renna, tra i massimi esperti italiani di sicurezza agricola e ambientale nonchè Presidente del centro studi Agri Ethos, polo di ricerca sul sistema agroalimentare. Renna illustra quello che è stato l'excursus storico della proposta di legge che parte dal maggio 2016, momento in cui si inaugura il percorso di studi e ricerche che ha portato all'elaborazione della proposta di legge il 4 febbraio 2017 e che nel mese di aprile dello stesso anno è stata inviato alle Commissioni preposte. Un anno di lavoro accurato e costante, in raccordo con le rappresentanze: produttori e coltivatori e che ha portato al testo che consta di due articoli.
"Ci sono tutti i requisiti per cui il pomodoro dell'agro nocerino-sarnese Dop venga riconosciuto come patrimonio culturale nazionale, c'è un fattore storico-culturale, tradizioni, tecniche associate ad esso. Nel caso del pomodoro dell'agro nocerinoo-sarnese Dop non si parla di coltivazione ma di allevamento, allevamento in verticale, lontano dal sole e dall'acqua che rimanda a una laboriosità popolare tramandata negli anni. Una serie di elementi che gli conferiscono unicità ed è proprio su questo che si rifa il primo comma"continua Cerciello Renna. Nel II comma dell'articolo 2 articolo della proposta di legge si fa riferimento alla Produzione e alla Commercializzazione. In particolare stabilisce che l’intera produzione corrisponda a criteri di sostenibilità sociale, economica, ambientale e culturale e la commercializzazione deve essere coerente con il quadro normativo in materia di certificazione dei prodotti di denominazione di origine protetta.
"L'aspetto che emerge dopo un'attenta analisi delle dinamiche di mercato è la pubblicità distorta che mette in crisi il sistema di certificazione Dop poichè molti si attribuiscono la produzione del vero San Marzano. La legge con il comma II intende intervenire proprio su questo aspetto"conclude Cerciello Renna.
Le criticità esposte dagli onorevoli intervenuti nel corso dell'audizione si riferiscono alla tutela dei siti di produzione come condizione vincolante. Vincolare un sito con una sua destinazione è rischioso e di difficile applicazione. In risposta a questi dubbi sollevati nel corso della seduta, i membri del consorzio di tutela e valorizzazione del San Marzano così come il professor Renna hanno specificato che non è messo nero su bianco che i siti dovrebbero essere vincolati e che altresì la legge vuole essere una opportunità per creare possibilità, occasioni di lavoro, futuro e non porre divieti o vincoli.
EFA News - European Food Agency