It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Fico Eataly World, è polemica sull'inceneritore: interrogazione alla Camera

Il grande parco agroalimentare sorge a circa un chilometro e mezzo dall'impianto che produrrebbe cadmio in quantità elevate

Atto Camera


Interrogazione a risposta scritta 4-18487presentato da PALMIZIO Elio Massimo testo diMercoledì 15 novembre 2017, seduta n. 886

  PALMIZIO.— "Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

il 15 novembre 2017 apre a Bologna il «FICO Eataly World», il più grande parco agroalimentare del mondo che comprende 2 ettari di campi e stalle all'aria aperta, con 200 animali e 2.000 cultivar, 8 ettari coperti con 40 fabbriche che produrranno prodotti in loco, oltre 45 luoghi di ristoro, bar e chioschi di cibo di strada e circa 9.000 metri quadrati di botteghe e mercato più diverse altre aree;

l'inaugurazione è stata concordata dal comune di Bologna, promotore del progetto, con FICO Eataly World, la società di gestione del parco, la Fondazione FICO per l'educazione alimentare e alla sostenibilità, Prelios sgr, che ha istituito e gestisce il Fondo Pai (Parchi agroalimentari italiani) per la sua realizzazione, e con CAAB - Centro agroalimentare Bologna;

il parco agroalimentare è situato a circa un chilometro e mezzo da un inceneritore, che, secondo le ultime rilevazioni, produrrebbe cadmio in quantità elevate, superando da 3 a 10 volte le quantità consentite;

si tratta di uno degli inceneritori più grandi dell'Emilia-Romagna, sito in via del Frullo 5, di proprietà della multiutility Hera e attivo sin dal 1973. Spesso all'ingresso dell'impianto i fumi avvolgono l'aria fino al cielo, producendo una coltre densa ed impenetrabile;

l'inceneritore Hera smaltisce rifiuti solidi urbani speciali e «pericolosi, catalogati anche come sanitari contagiosi», scrive Hera stessa sul suo sito. Per la presenza dell'impianto, gli oncologi di Medicina democratica, un'associazione nazionale, nel gennaio del 2012, hanno certificato «la possibilità di un aumento dei rischi di malattie tumorali a fegato, pancreas, vescica, colon, linfoma non-Hodgkin, polmone, ovaie, nonché aborti spontanei, nascite pretermine, malformazioni fetali, malattie cardiovascolari e respiratorie»;

lo stesso patron di Eataly, Oscar Farinetti, nel 2014 si espresse così sull'eventuale apertura del parco agroalimentare nella zona: «Se c'è un inceneritore che fa male alla salute di sicuro non apro perché sarei un delinquente. Se fosse vero magari può essere la motivazione per chiudere l'inceneritore... chi lo sa!» –:

se il Governo sia a conoscenza della vicenda e se non intenda urgentemente adottare tutte le iniziative di competenza per verificare, anche per il tramite del comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente e con l'ausilio dell'istituto superiore di sanità, i rischi connessi alle sostanze tossiche rilasciate nell'aria e nella zona circostante dall'inceneritore Hera, anche alla luce di un progetto incentrato sull'industria agroalimentare, sul cibo «bio» e di alta qualità in una zona in cui non sembrano esserci evidentemente le condizioni per attuarlo in piena sicurezza ed in piena salute".
(4-18487)

VPO - 1301

EFA News - European Food Agency

Similar