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CLARA MOSCHINI

Riconoscimento Dop alla "Treccia della Murgia e dei Trulli"

Interrogazione alla Camera per specificarne la denominazione

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12686 presentato da RUSSO Paolo testo di Martedì 14 novembre 2017, seduta n. 885

RUSSO (Forza Italia-Il Popolo della libertà)   — "Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

in Puglia fin dal 2011 è stata costituita un'associazione temporanea di scopo tra produttori e trasformatori di latte bovino che, con il Gal «Trulli e Barsento», ha attivato l’iter per far ottenere il riconoscimento della Dop alla «Treccia della Murgia e dei Trulli»;

il prodotto in questione è un tipo di formaggio tipico, fresco ed a pasta filata ottenuto con il latte intero di mucca la cui zona di produzione è circoscritta ad una serie di comuni della provincia di Bari e di Taranto;

nel corso delle fasi della procedura per il riconoscimento Dop il nome del prodotto è stato successivamente modificato in «Mozzarella di Gioia del Colle»;

la trasformazione della denominazione, secondo quanto riportato in un articolo pubblicato il 19 aprile 2017 dal portale GioiaNews, sarebbe avvenuta perché «il Ministero delle politiche agricole ha consigliato di mantenere la denominazione mozzarella, anziché treccia, di Gioia del Colle nella disposizione della DOP per poi estendere il comprensorio territoriale a tutto il GAL, ed eventualmente a tutta la Murgia»;

il 26 luglio 2017 si è tenuto presso il chiostro del palazzo comunale di Gioia del Colle, provincia di Bari, una riunione di pubblico accertamento, il cui obiettivo è stato quello di permettere al Ministero di verificare la rispondenza del disciplinare di produzione della Dop «Mozzarella di Gioia del Colle» al regolamento europeo n. 1151/2012;

fin dal 1996 esiste un'altra Dop, la «Mozzarella di Bufala Campana», prodotto italiano leader di mercato nel mondo;

va sottolineata l'esigenza di evitare che l'attribuzione della denominazione di origine protetta ad un prodotto con caratteristiche differenti possa generare la convinzione nel consumatore, soprattutto estero, di acquistare analogo alimento, con grave nocumento per la mozzarella di bufala campana Dop, e appare altresì opportuno evitare che la mozzarella di bufala campana Dop, già minacciata da fenomeni internazionali di plagio e contraffazione, possa subire una contrazione dei consumi che arrecherebbe seri danni al territorio e alla relativa filiera agricola e produttiva, oltre che all'economia di intere famiglie, rischiando di competere sullo stesso segmento di mercato del prodotto citato in premessa –:

quali iniziative di competenza intenda assumere per scongiurare i rischi richiamatati in premessa e se non ritenga più utile e rispondente alla natura del prodotto che la denominazione sia attribuita non ad una «mozzarella» in generale ma alla Treccia dei Trulli e di Barsento, senza creare duplicati dannosi per entrambe le filiere produttive".
(5-12686)

Atto Camera

Riportiamo integralmente risposta scritta pubblicata Mercoledì 15 novembre 2017 nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura) 5-12686

"Signor Presidente, Onorevoli Colleghi, mi preme anzitutto evidenziare che il Ministero delle politiche agricole è particolarmente attento a tutelare le produzioni di qualità del settore agroalimentare, in particolare quelle a denominazione protetta, verificando a tal fine il rispetto del Regolamento europeo n. 1151 del 2012 e del decreto ministeriale n. 12511 del 14 ottobre 2013, normativa di riferimento per il riconoscimento di una denominazione di origine protetta.
In tale direzione, avendo il Ministero ritenuto positiva l'istanza di registrazione della DOP «Mozzarella di Gioia del Colle», lo scorso 26 luglio, d'intesa con la regione Puglia, competente per territorio, ha indetto una riunione di pubblico accertamento per permettere di valutare la rispondenza della disciplina proposta ai metodi leali e costanti previsti dal citato Regolamento.
Come previsto dalla normativa di riferimento, la proposta di riconoscimento in parola è stata poi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale per consentire agli aventi diritto di presentare opposizione.
Rilevo, infine, che il Ministero delle politiche agricole ha ritenuto finora sussistenti i requisiti indicati dalla normativa vigente. Mi riferisco, in particolare, all'uso del nome oggetto di richiesta di riconoscimento e al legame con la zona geografica, che non risultano tali da indurre in errore il consumatore, in ordine alla natura del prodotto, in linea con il disciplinare di produzione".

vpo - 1315

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