M5S contro il miele contraffatto in Cina
Intervista con l'On. Parentela: "Ci vuole una presa di coscienza del fenomeno e interventi normativi per proteggere l’apicoltura italiana"
L'on.Paolo Parentela del movimento 5Stelle, interviene attivamente sulla questione del miele contraffatto importato dalla Cina e venduto come puro sugli scaffali dei supermercati italiani. Ha presentato una interrogazione alla Camere dei deputati chiedendo risposte e interventi concreti a livello normativo per salvaguardare il miele naturale italiano da quello sintetico
On. Parentela, l’interrogazione che lei ha presentato alla Camera prende spunto da un servizio televisivo andato in onda durante la trasmissione “Striscia la notizia” ma i casi di miele contraffatto venduti nel nostro Paese sono noti alla cronaca.
"In questo caso si pone il problema dell’etichettatura dei prodotti importati. Il servizio di “Striscia la notizia” ha acceso un faro proprio sull’importazione del miele che viene dai Paesi orientali, i quali molto spesso utilizzano miele sintetico. Se questo miele viene miscelato con i nostri mieli che sono naturali, dalle analisi in laboratorio si evince che quel miele è naturale anche se non è così perché miscelato con il miele sintetico”.
Come si può sopperire a questo?
“Esistono analisi specifiche che studiano i pollini contenuti nel miele, individuando l’origine geografica e il genere delle piante dalle quali le api hanno prelevato il polline. Questo per aiutarci a distinguere le tipologie di miele puro da quello che invece non lo è. Queste analisi però non sono obbligatori per legge. E’ chiaro che questa è una conseguenza dovuta alla globalizzazione selvaggia quindi lo Stato dovrebbe tutelare i consumatori e orientarli verso una scelta consapevole. La vera rivoluzione parte nel piccolo quando si fa la spesa ma la politica deve spianare la strada e tutelare i cittadini. Un modo efficace per fronteggiare il fenomeno è intervenire a livello normativo affinchè venga definito miele solo quello naturale, cioè prodotto dalle nostre api”.
Cosa consiglia ai consumatori nel momento dell’acquisto del prodotto?
"Leggere bene l’etichetta è fondamentale. Laddove è presente la dicitura “miscela di miele originari e non originari dell’Unione europea" si tratta di miele artificiale e non naturale. Io consiglio di non acquistare prodotti a basso costo e di comprare , laddove possibile, dai prodotti locali e dagli agricoltori locali, contribuendo a sostenere in tal modo l’economia del territorio. Ma la questione ha ripercussioni soprattutto a livello di salute e di ambiente".
Quali sono, secondo lei, le misure specifiche che il Governo può attuare, dando un input importante al consumatore?
"Una soluzione secondo noi è quella di modificare un decreto legislativo del 2004 che va ad attuare una direttiva europea sulla produzione e commercializzazione del miele. Noi stiamo presentando delle risoluzioni, facendo approvare mozioni importanti per quanto riguarda il mondo dell’apicoltura. L’apicoltura è fondamentale anche perché si parla tanto di biodiversità ma se non seguiamo i principali attori della biodiversità rischiamo di perdere un patrimonio naturale indispensabile".
La question time alla Camera è in corso. Quale tipo di risposta di aspetta?
"Innanzitutto ci aspettiamo una presa di coscienza del fenomeno e degli interventi normativi che mirano a proteggere l’apicoltura italiana. In questa legge di bilancio noi presenteremo delle misure che riguardano il settore apistico, come l’iva agevolata sulla pappa reale, cercando di agire per tutelare il settore perché lo riteniamo strategico. In questa legislatura noi siamo intervenuti attivamente ma il governo deve eseguire concretamente le linee guida dettate in Parlamento".
EFA News - European Food Agency