It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Inquinamento da Pfas: interrogazione alla Camera

Benedetti (M5S):"Queste sostanze, che possono essere associate a forti rischi per la salute, sono state prodotte fin dagli anni Sessanta in Veneto e poi versate per decenni nelle acque superficiali"

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18547 presentato da BENEDETTI Silvia, testo di Lunedì 20 novembre 2017, seduta n. 888

BENEDETTI — "Al ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

i Pfas, sostanze perfluoralchiliche, interferenti endocrine e cancerogene in classe IARC 2B, sono composti chimici prodotti artificialmente con funzioni olio e idro repellenti. Queste sostanze, che possono essere associate a forti rischi per la salute, sono state prodotte fin dagli anni Sessanta in Veneto e poi versate per decenni nelle acque superficiali;

la contaminazione da Pfas delle matrici ambientali, in particolare le acque interne superficiali e di falda, ha purtroppo raggiunto un livello allarmante nel Veneto, interessando un'area di più di 150 chilometri quadrati (dato ARPAV 2015) nell'ambito delle province di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo, con 70 comuni interessati e circa 350.000 persone coinvolte, ma vista la complessità di un fenomeno che continua a propagarsi, potenzialmente, i cittadini coinvolti potrebbero essere 800.000;

il primo monitoraggio effettuato dalla regione Veneto sulle acque di rete o di pozzo ha riscontrato in 31 comuni valori di queste sostanze oltre la soglia;

per tutelare la salute della popolazione, sono state emesse ordinanze per la chiusura o la limitazione dell'uso di pozzi in diversi comuni della zona interessata;

nelle acque sotterranee sono stati rilevati valori di contaminazione maggiori o uguali a 100 ng/l in 21 comuni, 15 in provincia di Vicenza, 3 in provincia di Padova e 3 in provincia di Verona;

un primo studio di biomonitoraggio dell'Istituto superiore di sanità concluso lo scorso anno su un campione rappresentativo della popolazione residente, esposta e non esposta, ha evidenziato che i livelli di Pfas nel siero degli esposti sono significativamente superiori ai livelli dei non esposti: oltre 70 ng/g siero nel siero degli esposti, concentrazione prossima allo zero nei non esposti;

sempre l'Istituto superiore di sanità come evidenziato anche nell'interrogazione n. 4/15019, nella nota del 19 febbraio 2016, protocollo n. 4930, nel calcolare le stime di esposizione parziali alle sostanze perfluoroalchiliche, ha segnalato che i dati riferibili a uova di allevamenti familiari e di pesce di cattura indicano potenziali criticità meritevoli di ulteriori e più mirati approfondimenti, attese le concentrazioni di Pfas che, in condizioni di consumi prolungati nel tempo, considerati i parametri tossicologici, potrebbero determinare il superamento delle dosi giornaliere accettabili;

nel luglio 2016 il direttore dell'area generale sanità e sociale, dottor D. Mantoan, ha richiesto di svolgere una valutazione retrospettica della mortalità e dell'incidenza di patologie tra i dipendenti della ditta Rimar/Miteni, incaricando del suo svolgimento il registro regionale dei casi di mesotelioma, afferente al sistema epidemiologico regionale; da tale ricerca condotta sui lavoratori risultano valori alterati del sangue oltre che un tasso di mortalità superiore alla media;

il Noe di Treviso, con nota 13 giugno 2017 inviata al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, secondo quanto riportato anche dagli organi di informazione, ha comunicato la presenza di contaminanti chimici pfoa-pfass nelle acque ed il conseguente allarmante inquinamento nelle falde e nei terreni, causato da Miteni di Trissino, produttrice di Pfass per decenni, inquinamento esteso nelle province di Vicenza, Verona e Padova, con effetti sanitari sui residenti;

il 27 febbraio 2017 alcuni sindaci veneti e le delegazioni di otto comuni del Basso Vicentino e Bassa Veronese hanno sottoscritto una lettera inviata anche al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in cui si chiede un intervento immediato per la bonifica del territorio ed il riconoscimento del disastro ambientale;

l'articolo 300 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, Norme in materia ambientale, identifica il danno ambientale come: «qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da quest'ultima»; l'articolo 302 del suddetto decreto, al comma 9, classifica ed indica esattamente le caratteristiche del «ripristino» come: nel caso delle acque, delle specie e degli habitat protetti, «il ritorno delle risorse naturali o dei servizi danneggiati alle condizioni originarie»; nel caso del terreno, «l'eliminazione di qualsiasi rischio di effetti nocivi per la salute umana e per la integrità ambientale»; l'articolo 305, comma 2, stabilisce che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in qualsiasi momento, ha facoltà di: «b) adottare, o ordinare all'operatore di adottare, tutte le iniziative opportune per controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo, con effetto immediato, qualsiasi fattore di danno, allo scopo di prevenire o limitare ulteriori pregiudizi ambientali e effetti nocivi per la salute umana o ulteriori deterioramenti ai servizi» –:

quali utili iniziative abbia adottato il Ministro interrogato, autorità competente e responsabile in materia di identificazione e valutazione del danno ambientale, ai fini del ripristino dei luoghi, ovvero della situazione precedente al danno verificatosi, e del risarcimento dello stesso, come previsto alla normativa vigente".
(4-18547)

vpo - 1439

EFA News - European Food Agency

Similar