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CLARA MOSCHINI

Glifosato: l'Europa rinnova l'autorizzazione per altri 5 anni

Il ministro Martina: "Abbiamo votato contro il rinnovo oggi perché siamo convinti che l'utilizzo di questa sostanza vada limitato"

Il 27 novembre si è riunito il  Comitato d’Appello per votare il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato nell’Ue per ulteriori 5 anni, dopo che il 9 novembre scorso, nella riunione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (SCoPAFF), i rappresentanti degli Stati membri non erano riusciti a raggiungere una maggioranza qualificata favorevole o contraria al rinnovo dell’autorizzazione. Infatti, Stati membri chiave come la Francia e l’Italia avevano votato contro la proposta, mentre la Germania si era astenuta.

Durante la riunione del 27 novembre, gli Stati membri hanno infine espresso un voto positivo al rinnovo dell’autorizzazione all’uso della sostanza per ulteriori 5 anni, con una maggioranza del 67,5% raggiunta grazie al voto favorevole della Germania. Italia e Francia hanno mantenuto la loro posizione contraria al rinnovo. La Commissione europea adotterà un atto per il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato nell’Ue, che sarà pubblicato prossimamente sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Gli Stati che hanno votato contro la riautorizzazione sono l'Italia, il Belgio, la Grecia, la Francia, la Croazia, Cipro, il Lussemburgo, Malta e l'Austria. Si è astenuto il Portogallo.

 Maurizio Martina, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha commentato a proposito: "Abbiamo votato contro il rinnovo oggi perché siamo convinti che l'utilizzo di questa sostanza vada limitato.L'Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l'uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa al fine di portare il nostro Paese all'utilizzo zero del glifosato entro il 2020". 

La decisione sta facendo discutere perché il glifosato è da anni al centro di un ampio dibattito tra scienziati, organismi di controllo e aziende: per esempio è classificato come sostanza “probabilmente cancerogena per gli esseri umani” dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma "sostanza non cancerogena" dall’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa). Anche secondo L’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) il glifosato non è pericoloso per la salute, almeno nelle quantità in cui oggi lo ritroviamo negli alimenti che finiscono sulle nostre tavole.

 "Il glifosato e' fra i pesticidi piu' innocui in commercio. Non e' cancerogeno, non e' tossico per la riproduzione, non causa danni al fegato e ad altri organi". Per Angelo Moretto, docente di Medicina del Lavoro e Tossicologia alla Statale di Milano,l'ok per 5 anni al glifosato da parte dell'Unione europea "e' una buona notizia". Moretto ha lavorato per la Fao ed e' il responsabile dell'Icps, il Centro Internazionale per gli Antiparassitari e la Prevenzione sanitaria: una struttura della regione Lombardia che fornisce consulenze anche al ministero della Salute. "Il glifosato e' il piu' efficiente fra gli erbicidi che hanno a disposizione gli agricoltori - spiega -. Si usa prima della semina, per fare piazza pulita delle erbacce. Se venisse dato dopo, spazzerebbe via anche il raccolto. Salvo che si tratti di sementi ogm studiate per resistere a questo pesticida, che pero' in Italia sono vietate".

Anche La Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, con sede a Lione, sostiene pero' che questo pesticida e' "probabilmente cancerogeno". "E' l'unica - risponde Moretto -. Le agenzie europee Efsa ed Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche, n.d.r.) hanno detto che non e' pericoloso, e cosi' anche l'americana EPA e l'agenzia australiana. Non capisco perche' l'Italia abbia votato contro il parere delle agenzie dell'Unione" conclude Moretto.

Intanto in Italia resta il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare gli effetti del decreto del Ministero della salute in vigore dal 22 agosto del 2016 che non vengono modificati dalla decisione dell’Unione Europea di rinnovare per 5 anni la licenza di utilizzo. L'Italia deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che – sottolinea la Coldiretti – le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano proveniente dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di preraccolta”. Un principio che – continua la Coldiretti – deve essere ben evidenziato anche nell’ambito dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (Ceta) dove al contrario si prevede invece l’azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. Circa un miliardo di chili di grano – conclude la Coldiretti – sono infatti sbarcati lo scorso anno dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato".

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EFA News - European Food Agency

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