Obbligo della certificazione antimafia rischia di bloccare i fondi Pac
Catanoso (Forza Italia) ha presentato interrogazione alla Camera
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-18641 presentato da Catanoso Basilio testo di Martedì 28 novembre 2017, seduta n. 892
CATANOSO — "Al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
come rilevato anche dal periodico "L'Informatore agrario" nel numero 41/2017, il 19 novembre 2017, è entrata in vigore la legge 17 ottobre 2017, n. 161, che contiene "Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate";
la norma di cui sopra contiene un comma che potrebbe avere effetti devastanti per l'agricoltura italiana;
all'articolo 28 "Acquisizione dell'informazione antimafia per i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei" si legge: «All'articolo 91 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 1 è inserito il seguente: 1-bis. L'informazione antimafia è sempre richiesta nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei»;
la cosiddetta certificazione antimafia, quindi, deve essere presentata per tutte le pratiche che prevedono la concessione di fondi europei;
si sa che i pagamenti da parte di Agea e degli organismi pagatori sono in cronico ritardo e questa norma porterà al blocco di tutto il meccanismo: l'anticipo «Pac» dovrebbe essere pagato entro il 30 novembre 2017, ma ci si chiede cosa succederà dopo il 19 novembre;
proprio in virtù del fatto che la lotta alla mafia in tutte le sue articolazioni è sacrosanta e compete a tutti, istituzioni e cittadini, a causa del comma 1-bis le prefetture si troveranno di fronte a circa 3 milioni di domande ottenendo proprio l'effetto contrario di quanto ricercato, in quanto si bloccheranno tutti gli altri settori economici legati al rilascio di tale certificazione, oltre a quello dell'agricoltura;
un tale compito, cioè definire 3 milioni di certificati antimafia in poche settimane/mesi, è impossibile per una macchina burocratica perfettamente funzionante; e tanto più lo è per la farraginosa e inefficiente burocrazia italiana;
una soluzione che salvi l'agricoltura italiana, qualunque essa sia, anche provvisoria ed in attesa dell'approvazione di una nuova norma che cancelli quello che l'interrogante ritiene un evidente errore giuridico, va ricercata ed attuata: l'alternativa è il caos totale –:
quali iniziative intenda adottare il Governo per risolvere la problematica esposta in premessa".
(4-18641).
EFA News - European Food Agency