Zucchi per la certificazione dell'olio extravergine di oliva
Un nuovo strumento di garanzia dell'eccellenza Made in Italy
L'Oleificio cremonese, Legambiente e le organizzazioni di produttori olivicoli mettono a frutto un progetto per la la salute e l'ambiente
L’Oleificio Zucchi di Cremona promuove la certificazione di sostenibilità dell'olio extravergine di oliva in collaborazione con Csqa, società italiana di certificazione attiva, tra gli altri, nei settori agroalimentare, dei beni di consumo e della ristorazione. La proposta – che si sviluppa a partire da un precedente progetto di Zucchi, Legambiente e le organizzazioni di produttori olivicoli Aipo, Cno (Consorzio Nazionale Olivicolo), Confoliva, Unapol (Unione Nazionale Associazioni Produttori Olivicoli), Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano) e Unasco (Unione Nazionale dei Produttori Olivicoli) – prevede quattro punti cardine: i tradizionali ambiti valutativi ambientali e sociali (agricoltura a produzione integrata, ciclo di vita, impatto ambientale, biodiversità, rispetto dei lavoratori e della comunità, lotta al caporalato, formazione); il criterio economico (prezzo equo, generazione e distribuzione della ricchezza, redditività, efficienza) e l’aspetto nutrizionale secondo specifici parametri merceologici, nutrizionali e salutistici.
Tutela della salute, dell’ambiente e del territorio costituiscono dunque i capisaldi di questo importante strumento di garanzia dell’eccellenza italiana.
David Granieri, presidente Unaprol, Gennaro Sicolo, presidente Cno, Tommaso Loiodice, presidente Unapol e Paolo Mariani, Confoliva, affermano con forza "la volontà di fare sinergia per cambiare approccio e lavorare per la valorizzazione degli aspetti di qualità e sostenibilità. Per far questo è necessario il contributo di tutti i produttori, ai quali però va un riconoscimento economico per il valore aggiunto di una produzione che garantisca l'eccellenza".
Giovanni Zucchi – vice presidente di Oleificio Zucchi – sostiene inoltre che la certificazione rappresenta "una preziosa occasione di dialogo fra le parti e, auspichiamo, il primo passo verso un cambiamento radicale, che possa finalmente portare tutti i player della filiera a impegnarsi per raccontare in modo più efficace l'unicità della biodiversità olivicola e il saper fare della produzione italiana".
EFA News - European Food Agency