Bioplastiche: crescita in mercato
Più 20% nei prossimi cinque anni
L’associazione European Bioplastics, che rappresenta la filiera delle bioplastiche in Europa, ha presentato ieri a Berlino nel corso della conferenza europea, i dati attuali del mercato e le previsioni future per il settore. “Si prospetta una crescita del 20% nei prossimi cinque anni” ha dichiarato il presidente dell’associazione Francois de Bie.
In particolare la capacità di produzione passerà dalle attuali 2,05 milioni di tonnellate a 2,44 milioni di tonnellate nel 2022 e riguarderà tutti i tipi di bioplastiche, biobased (anche non biodegradabili) o di origine fossile (ma biodegradabili).
Le performance di crescita più alte sono da attribuire a due polimeri biobased e biodegradabili: l’acido polattico (PLA) per cui è previsto un aumento della produzione pari al 50% da qui al 2022, e i poliidrossialcanoati (Pha) appena entrati in funzione negli impianti.
Attualmente circa il 56% della produzione globale di bioplastiche riguarda il Pet (polietilene) e le Pa (poliammidi) a base bio, per un totale di 1,2 milioni di tonnellate. La produzione di Pet a base bio, stando alle previsioni, continuerà a crescere nei prossimi anni, ma a tassi inferiori rispetto al passato. L'attenzione del settore si sta infatti spostando sullo sviluppo del Pef (polietilene furanoato), un nuovo polimero che dovrebbe entrare nel mercato nel 2020. Nel 2022 dovrebbe essere prodotto su scala industriale anche il polipropilene biobased, con ampie potenzialità applicative.
La destinazione d’uso primaria delle bioplastiche è per il packaging, rappresentando il 60% dei consumi (1,2 milioni di tonnellate), a cui si aggiungono altri settori come il tessile, l’agricoltura, beni di consumo.
Per quanto concerne la produzione, oggi più del 50% delle bioplastiche sono prodotte in Asia, mentre l’Europa vale oggi circa il 20% del totale, percentuale che salirà al 25% entro il 2022.