Vino francese: la produzione si annuncia terribilmente bassa
Vendemmia inferiore del 16% della media degli ultimi cinque anni
Ma la qualità potrebbe essere eccellente
La vite non ama le gelate tardive. E così la vendemmia francese è fortemente penalizzata quest'anno dalla ondata di freddo che ha colpito parte della Francia alla fine di aprile. La produzione di vino potrebbe essere "storicamente bassa e inferiore a quella del 1991, influenzata anche da forti gelate" ha riconosciuto il Ministero dell'Agricoltura. Con 37,6 milioni di ettolitri, la vendemmia 2017 dovrebbe essere inferiore del 17% rispetto al 2016 e del 16% alla media degli ultimi cinque anni, secondo l'ufficio statistico del Ministero.
Tutti i i territori vinicoli sono stati colpiti. Ma quelli di sud-ovest, tra Bordeaux e Charente sembrano i più danneggiati, così come quelli dell'Alsazia e del Giura. Perdite dovute alla grandine sono previste anche in Borgogna-Beaujolais, Linguadoca e sud-est. Si prevedono danni anche per i liquori francesi: a causa della caduta prematura dei fiori, il cognac ha subito un calo del 31% rispetto al 2016 e del 35% sulla media dei cinque anni.
Si stima che per i vini Doc (denominazione d'origine controllata) il calo raggiungerà il 12% con 18,45 milioni di ettolitri contro i 20,9 nel 2016. La produzione di vini Igp (indicazione geografica protetta) dovrebbe scendere del 15%, a 10,89 milioni di ettolitri contro i 12,8 dello scorso anno.
Infine, per i vini senza indicazione geografica, la riduzione della produzione è stimato al 27% a 2,9 milioni di ettolitri contro i 3,9 milioni nel 2016.
Sulla qualità del vino di quest'anno, invece, è ancora presto per fare delle previsioni. Dipenderà dal clima fino al completamento della raccolta.
I danni saranno minori, invece, per alcuni vigneti, come Chablis o Champagne, grazie al metodo delle "riserve": un sistema in cui una parte di vino è tenuta da un anno con l'altro senza essere venduto, come "assicurazione" contro i capricci dell'annata successiva e per integrare eventuali carenze produttive. E, dal momento che il 2016 è stato una buona annata, questo permetterà in certe regioni di pareggiare i volumi e la qualità. Ma non tutti i distretti usano questa pratica e i viticoltori francesi sono ben lontani dall'aver stipulato un'assicurazione contro gelo o grandine (solo il 25% lo ha fatto). La situazione resta difficile, quindi, per la maggior parte di loro.
EFA News - European Food Agency