Gancia: +5 milioni di bottiglie in tre anni
L'azienda di Canelli guarda sempre più all'export
In ripresa anche il mercato russo
“Sono estremamente soddisfatto per i risultati che stiamo raccogliendo: la produzione è passata dal 2014 al 2017 da 19.234.689 bottiglie a 24.800.000 bottiglie, con una crescita in termini di volumi prodotti di ben 5 milioni e mezzo. L’export ha registrato inoltre nei primi sei mesi dell’anno un +61% e questo risultato premia il lavoro che stiamo svolgendo”. E' il punto sull'azienda di Alessandro Picchi, Presidente Gancia in occasione della festa per i conferenti, lo scorso 21 luglio.
La serata, svoltasi presso le Cantine Storiche di Casa Gancia, dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, alla presenza di circa 1.200 persone, è stata anche l'occasione per parlare dei progetti futuri che vedono l'export sempre più in primo piano. Protagonista della serata è stato, infatti, Roustam Tariko, proprietario del gruppo Roust, che ha sottolineato il proprio impegno per rendere il marchio Gancia leader del mercato nazionale e internazionale, grazie ad una attenta strategia e alla forte ripresa dei consumi in Russia.
Solo lo scorso giugno lo stesso Tariko, a distanza di sei anni dall’acquisizione della storica Fratelli Gancia, aveva ceduto parte degli acquisti, ovvero le tenute dei Vallarino di Gancia che producono vini fermi per concentrarsi sulla produzione di spumanti. L’azienda di Canelli aveva così venduto la Tenuta Bricco Asinari di San Marzano Oliveto (15 ettari, coltivati prevalentemente a Barbera, ma anche a Nebbiolo) e La Tenuta Ragazzi di Casorzo (20 ettari dove oltre a Barbera c’è anche Sauvignon Blanc e Chardonnay), da cui si producono esclusivamente vini fermi. Tariko acquisì il gruppo di Canelli nel 2011 per 100 milioni (di cui 30 di debito) in crisi e con una pesante gestione aziendale, riuscendo però in pochi anni a chiudere il 2016 con un ebitda di 900mila euro.
EFA News - European Food Agency