UE: non c'è una crisi "italiana" del settore caseario
Risposta della Commissione all'interrogazione dell'On. Angelo Ciocca
IT
E-000218/2018
Risposta del Commissario Phil Hogan a nome della Commissione
(7.3.2018)
La riduzione del numero di aziende lattiero-casearie è il risultato della ristrutturazione del settore, unito all'aumento della produttività per azienda. Il tasso di chiusura delle aziende agricole in Italia è inferiore alla media dell'Unione. Inoltre, nell'ultimo decennio la produzione di latte in Italia è aumentata ogni anno, con la sola eccezione del 2013. Nel 2017 l'Italia si è collocata tra gli Stati membri che hanno registrato la maggiore crescita della produzione di latte, con un aumento del 3,5%.
La Commissione applica la politica agricola comune in conformità al quadro giuridico stabilito dal legislatore, dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
La Commissione ha messo in atto una serie di misure tra il 2014 e il 2016 per contribuire a superare la crisi del settore lattiero-caseario. I produttori di latte italiani hanno ricevuto quasi 50 milioni di EUR a titolo del bilancio dell'UE, che sono stati integrati da ulteriori finanziamenti nazionali. I prezzi del latte nell'UE e in Italia sono in gran parte recuperati e si avvicinano ora a record storici. Data l'attuale situazione del mercato nel settore lattiero-caseario, non sembrano necessarie ulteriori azioni.
Di seguito l'interrogazione dell'On. Ciocca.
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
16/1/2018
Articolo 130 del regolamento
Angelo Ciocca (ENF)
Il numero delle aziende agricole in Italia è in forte calo, con un decremento del 32,2 % nell'ultimo decennio.
Dal 2007, in Italia sono state chiuse oltre 172 000 aziende agricole e la situazione è in costante crisi a causa, tra l'altro, di una drastica riduzione del prezzo del latte.
Tra le cause vi è il forte aumento delle importazioni che deprime così le quotazioni del vero Made in Italy. Mentre al consumo i prezzi lievitano.
Occorre poi tenere conto dell'aumento della produzione di latte in alcuni paesi grandi produttori come la Nuova Zelanda (quasi il 10 % di aumento) e l'Australia (+4,3 %) i quali, una volta formalizzato l'accordo di libero scambio con l'UE, potranno esportare grandi quantitativi di carne e di latte a dazio zero innescando un'ulteriore flessione dei prezzi nel mercato internazionale.
Le politiche economiche intraprese dalla Commissione europea stanno aggravando la situazione di crisi del mercato lattiero-caseario, dove ai quantitativi di latte in costante crescita corrisponde una drammatica diminuzione del prezzo, che in Italia si mantiene sempre al di sotto dei costi di produzione.
In merito a quanto espresso, può la Commissione riferire quali misure intende intraprendere per salvaguardare il mercato lattiero-caseario italiano e i lavoratori del settore?
EFA News - European Food Agency