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CLARA MOSCHINI

Ue avvia inchiesta sulle importazioni di riso

Sotto accusa gli ingressi a dazio zero dai Paesi asiatici EBA

Il settore europeo del riso che negli ultimi anni è stato pesantemente colpito dai bassi prezzi e dall’esenzione dei dazi

Pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 100/30 l’avviso di apertura di una inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania da dove nell’ultimo anno ne sono arrivati 22,5 milioni di chili in Italia. La procedura segue l’invio a Bruxelles del dossier integrato per la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia a tutela del settore risicolo dalle importazioni a dazio zero dai Paesi asiatici EBA da parte dei Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico il 24 novembre 2017 con l’obiettivo di fermare la possibilità di esportare verso l'Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero da questi Paesi perché la crisi dei prezzi mette a rischio la sopravvivenza e il futuro dell'intera filiera risicola europea.

“La Commissione europea adotti misure di salvaguardia pienamente legittime sulle importazioni di riso indica dalla Cambogia e dal Myanmar. E’ una misura di fondamentale importanza per il settore europeo del riso che negli ultimi anni è stato pesantemente colpito dai bassi prezzi e dall’esenzione dei dazi che l'Ue accorda ai due Paesi”. Aveva chiesto ieri il vicepresidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro in una lettera  indirizzata alla commissaria al commercio estero Cecilia Malmström e cofirmata da altri 11 eurodeputati socialisti e popolari rappresentanti di tutti i Paesi produttori europei. Tra gli eurodeputati, gli italiani Alessia Mosca (S&D) ed Herbert Dorfmann (Ppe). “L’adozione di misure di salvaguardia – si legge nel testo – fornirebbe un sollievo decisivo all’intera catena di approvvigionamento del riso indica originario dell’Ue salvaguardando la sua sostenibilità sociale ed economica”.

“Sollecitiamo quindi la Commissione Ue – conclude la missiva promossa da De Castro – ad avviare senza ulteriori indugi l’inchiesta da tempo attesa alla luce, secondo quanto é a nostra conoscenza, della richiesta di misure di salvaguardia presentata ufficialmente alla Commissione europea lo scorso venerdì 16 febbraio. Attendiamo con impazienza una soluzione positiva”.

La procedura avviata dalla Commissione Europea prevede un'inchiesta, aperta alle osservazioni di tutte le parti interessate, dalla durata massima di 12 mesi al termine della quale se saranno provate le “gravi difficoltà” con il “deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie” in termini di occupazione o redditi, ecc. la Commissione può proporre un atto di esecuzione che dopo l’accordo degli Stati membri, dovrà avere anche il via libera di Parlamento e Consiglio. Le misure di salvaguardia non possono durare più di tre anni anche se è possibile un proroga possibile.

L'Italia in Europa è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione UE con una gamma varietale del tutto unica.

mtm - 2454

EFA News - European Food Agency

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