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CLARA MOSCHINI

Contrordine: i sacchetti per frutta e verdura si possono portare da casa

Resa nota la decisione del Consiglio di Stato

Il punto vendita non può vietarlo purché siano "idonei a preservare" la merce

Il consumatore può "utilizzare sacchetti in plastica autonomamente reperiti" per comprare frutta e verdura nei supermercati, anziché acquistare quello commercializzato nel punto vendita, purché "idonei a preservare l'integrità della merce e rispondenti alla caratteristiche di legge". E l'esercizio commerciale non può "vietare tale facoltà". Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con un parere sulla questione dei sacchetti bio nei supermarket. Il Ministero della Salute, infatti, aveva chiesto alla Commissione speciale di Palazzo Spada di chiarire alcuni punti della normativa vigente finalizzata alla riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero.

Il parere, reso nell'adunanza del 21 marzo e pubblicato il 29 marzo, sottolinea che bisogna contemperare le esigenze del consumatore con quelle di tutela della sicurezza ed igiene degli alimenti. E alla luce di questo, "laddove il consumatore non intenda acquistare il sacchetto ultraleggero commercializzato dall'esercizio commerciale per l'acquisto di frutta e verdura sfusa", è corretto che "possa utilizzare sacchetti in plastica autonomamente reperiti solo se comunque idonei a preservare l'integrità della merce e rispondenti alla caratteristiche di legge. In tal caso, richiamando le considerazioni già svolte, non sembra possibile per l'esercizio commerciale vietare tale facoltà".

Il legislatore, hanno osservato i giudici amministrativi, "ha elevato le borse in plastica ultraleggere utilizzate per la frutta e verdura all'interno degli esercizi commerciali a prodotto che 'deve' essere compravenduto. In questa ottica, la borsa, per legge, è un bene avente un valore autonomo ed indipendente da quello della merce che è destinata a contenere". Partendo da tale assunto, "l'utilizzo e la circolazione delle borse in questione, in quanto beni autonomamente commerciabili, non possono essere sottratti alla logica del mercato" si spiega nel parere, e "non sembra consentito escludere la facoltà del loro acquisto all'esterno dell'esercizio commerciale nel quale saranno poi utilizzate, in quanto, per l'appunto, considerate di per sè un prodotto autonomamente acquistabile, avente un valore indipendente da quello delle merci che sono destinate a contenere".

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EFA News - European Food Agency

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