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CLARA MOSCHINI

Girolomoni, biologica tutta la filiera

Al via la costruzione del molino da 3 milioni di euro

Porterà la cooperativa ad essere il primo pastificio biologico italiano a chiudere la filiera, dal seme al piatto

Il sogno di Gino Girolomoni, pioniere del biologico e fondatore dell’omonima cooperativa, oggi diventa realtà. Sono iniziati i lavori che porteranno entro il 2019 alla costruzione di un impianto di molitura all’avanguardia direttamente collegato al pastificio che sorge a Isola del Piano (Pu), sulle colline marchigiane. Grazie al molino di proprietà, la Girolomoni potrà controllare la lavorazione del grano in ogni fase, dalla coltivazione alla raccolta, dalla pulitura alla macinazione, per ottenere una semola sempre fresca e garantire un gusto unico alla sua pasta.

Il molino permetterà di valorizzare il grano dei 200 agricoltori soci della cooperativa, la cui qualità è garantita dai controlli degli enti certificatori e dal rapporto diretto della Girolomoni con le aziende agricole. Il pastificio marchigiano rappresenta un punto di riferimento in ambito di agricoltura biologica, per aver affrontato una sfida imprenditoriale da molti punti di vista, da quelli agricoli, politici, regolamentari, sociali a quelli culturali. Il progetto che si appresta ad affrontare rimarca le fondamenta su cui si è costituita e la rende di nuovo pioniera: la Girolomoni sarà la prima cooperativa agricola e biologica ad aver costruito tutta la filiera, come risultato di quarant’anni di esperienza, di sogni desiderati ed esigenze raccolte sul campo.

L’investimento supera i 3 milioni di euro. “Si tratta per noi di una scelta strategica molto importante – afferma Giovanni Girolomoni, presidente della Gino Girolomoni Cooperativa Agricola –. Quello di avere un nostro molino è sempre stato uno dei sogni di mio padre Gino, ma fino a pochi anni fa non potevamo realizzarlo perché mancavano i numeri per garantirne l’efficienza. Adesso siamo pronti per il grande salto di qualità”.

Quello che verrà realizzato è il più piccolo molino industriale a cilindri che si possa costruire. Ha una potenzialità di 100 tonnellate al giorno e 20.000 tonnellate all’anno (calcolate su 200 giorni di produzione). “E’ il doppio del fabbisogno attuale, ma vogliamo investire nel futuro – prosegue Giovanni Girolomoni –. Abbiamo in previsione anche l’installazione di una nuova linea per la lavorazione della pasta corta, che ci porterà a raddoppiare l’attuale produzione. Inoltre verrà ampliata la capacità di stoccaggio delle materie prime”.

In sintonia con la filosofia che anima la cooperativa, il molino effettuerà una lavorazione che salvaguarda e mantiene intatte tutte le caratteristiche pregiate del grano. L’impianto permetterà di avere una semola integrale di alta qualità, mantenendo oltre alla crusca anche il germe di grano. L’incarico per la costruzione dell’impianto è stato affidato alla Ocrim di Cremona, un’azienda 100% italiana, che ha compreso le potenzialità del progetto e si impegnerà per raggiungere questo importante obiettivo entro il 2019. 

“Fatto il punto, è semplice sapere da dove si viene e dove si deve andare – afferma Sergio Antolini, vice presidente della Ocrim Spa –. Il nuovo molino è una realizzazione per la quale si è pensato in modo diverso, dove si applicheranno tecniche e processi non solo intelligenti ma anche geniali, con soluzioni solo apparentemente semplici e dirette, che forse qualcuno troverà ovvie… ma solo dopo. Tutto questo per un mondo che fu considerato in passato troppo fantasioso, quasi deriso ma che sicuramente sarà invidiato”. L’edificio sarà costruito contenendo al minimo l’impatto ambientale. Sarà dotato di un ascensore in vetro con vista su San Marino, di pannelli fotovoltaici sul tetto e al suo interno verrà costruito anche un mulino a pietra, usato per alcune farine e semole speciali. 

La storia della Gino Girolomoni Cooperativa Agricola inizia nel 1971, quando Gino Girolomoni, giovane sindaco del comune di Isola del Piano (Pu), cominciò a promuovere iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina. Queste prime esperienze furono alla base della nascita, nel 1977, della Cooperativa Alce Nero, di cui verrà ceduto il marchio circa 25 anni dopo, diventando Montebello. In seguito alla scomparsa del suo fondatore, avvenuta nel marzo del 2012, il marchio Montebello cede il passo al marchio Girolomoni. Con i suoi 200 agricoltori, cinquanta dipendenti e con oltre 12 milioni di fatturato (anno 2017), la cooperativa Gino Girolomoni ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico in Italia e rappresenta, oggi, uno dei punti di riferimento più importanti del panorama del biologico del nostro Paese.

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