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CLARA MOSCHINI

L’Ue insiste sull’etichettatura “nutrizionale” per vini e spirits

Paventati gravi danni per i piccoli produttori. Attesa per la valutazione della Commissione sulla autoregolamentazione

Risposta data da Mr Andriukaitis a nome della Commissione resa nota in data 22 maggio.

La relazione della Commissione cui fa riferimento l'onorevole parlamentare appoggia il diritto dei consumatori di essere pienamente informati su ciò che bevono; non ha individuato alcun motivo oggettivo che giustifichi l'assenza dell'elenco degli ingredienti e delle informazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche.

La Commissione aveva chiesto ai produttori di sviluppare, entro marzo 2018, una proposta di autoregolamentazione volta a fornire l'elenco degli ingredienti e le informazioni nutrizionali. La proposta è stata presentata dal settore interessato il 12 marzo 2018 ed è attualmente soggetta alla valutazione della Commissione. Qualora la Commissione lo ritenga insoddisfacente, avvia una valutazione d'urgenza per rivedere ulteriori opzioni disponibili, in linea con i principi di una migliore regolamentazione.

In attesa dell'esito della valutazione in corso, non è possibile anticipare, in questa fase, la decisione della Commissione sul seguito da dare a tale questione. L'Ue fornisce soltanto un sostegno finanziario per il settore vitivinicolo (non per bevande alcoliche o birra).

Per quanto riguarda i programmi di sostegno nazionali (NSP), il regolamento (Ue) 1308/2013 prevede che l'intensità massima di aiuto si applichi solo alle microimprese, alle piccole e alle medie imprese. Può essere concesso un sostegno per investimenti materiali o immateriali in impianti di trasformazione e infrastrutture vitivinicole, nonché strutture e strumenti di marketing. Ciò si riflette nell'NSP italiano nel settore del vino.

Infine, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno fissato limiti di bilancio per gli NSP per Stato membro. Sono stabiliti nell'allegato VI del regolamento (UE) 1308/2013 per l'anno 2014 in poi.

Di seguito l'interrogazione con richiesta di risposta scritta dall'on. Mara Bizzotto (ENF)

alla Commissione in data 18 dicembre 2017.

L’etichettatura nutrizionale per vini, birre artigianali e bevande alcoliche distillate: maggiori costi e rischi per i piccoli e medi produttori

Nella sua relazione COM (2017) 58 final, la Commissione ha fornito ai produttori di bevande alcoliche fino al 13 marzo 2018 una proposta di autoregolamentazione dell'obbligo di iscrizione sull'etichetta per le bevande alcoliche di un elenco di ingredienti e di una dichiarazione nutrizionale.

Mentre nella scelta di un vino, i consumatori non troveranno utile l'etichettatura nutrizionale in quanto preferiscono consultare la denominazione di origine; per sua stessa natura, il vino è soggetto a variazioni che i produttori non possono prevedere ma che producono differenze tra una varietà e l'altra e tra un anno di produzione e un altro.

Inoltre, l'etichettatura nutrizionale obbligatoria comporterebbe un aumento proibitivo degli oneri e dei costi che colpirebbero anche i piccoli distillatori e le fabbriche di birra artigianali. I consumatori sarebbero quelli che soffrirebbero dei maggiori costi di produzione, come le piccole e medie imprese che, non potendo competere con i maggiori produttori, con ogni probabilità andrebbero fuori mercato. Tuttavia, le piccole e medie imprese nel settore del vino, delle bevande alcoliche distillate e delle birre artigianali costituiscono un patrimonio culturale estremamente importante per l'economia locale, con ricadute positive anche per il turismo. In considerazione di quanto precede:

- La Commissione riesaminerà la proposta sull'etichettatura nutrizionale delle bevande alcoliche, in modo che la sopravvivenza delle innumerevoli imprese che producono prodotti di qualità "Made in Italy" non sia messa a repentaglio?

- In che modo aumenterà il sostegno ai produttori italiani di vino, birre artigianali e bevande alcoliche distillate tradizionali?

 

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EFA News - European Food Agency

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