Unaitalia, 6 mld fatturato settore avicolo 2017
Ipsos: carne bianca sola fonte proteica animale che cresce (+24%). Antonio Forlini nuovo presidente
Pollo e tacchino sono sempre più presenti sulle tavole. Nelle abitudini di consumo alimentare, sempre più orientate alla scelta di prodotti ad alto contenuto di servizio, con garanzie di qualità, sicurezza e con un occhio alla salute, la carne bianca ha scalato i gradini delle preferenze degli italiani, che affermano di aver aumentato i consumi di pollo e tacchino del 24% negli ultimi cinque anni. E' quanto emerge dall'indagine Ipsos presentata nel corso dell'Assemblea di Unaitalia, l'associazione di riferimento del settore avicolo italiano, dalla quale risulta che per la maggioranza della popolazione, il 54%, pollo e tacchino sono ormai diventate la principale fonte di proteine. La carne bianca è l'unica fonte proteica di origine animale che vede aumentare i consumi e ha affiancato legumi e prodotti vegetali nelle abitudini alimentari degli italiani.
A confermarlo è anche l'analisi sui dati di consumo e produzione di Unaitalia, secondo cui nel 2017 i consumi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili, poco al di sotto dei 21 Kg pro-capite l'anno, con un +0,7% segnato dal segmento del pollo; risultato che consolida la crescita degli ultimi anni, dopo il +2,4% registrato dai consumi avicoli nel 2016. Il settore d'altra parte continua a creare valore: 5,85 miliardi di euro di fatturato nel 2017, in crescita rispetto al 2016 di circa il 7%.
Assicurare agli italiani un prodotto che coniuga gusto, qualità, sicurezza e convenienza; proseguire l'impegno su alcuni temi di particolare interesse come il benessere animale, le biosicurezze e la sostenibilità dei processi produttivi, affrontando le difficili sfide come quella (vinta) della razionalizzazione dell'uso del farmaco negli allevamenti (-63% di antibiotici dall'applicazione del piano di riduzione del 2015). Sono i temi affrontati nel corso della sesta Assemblea nazionale Unaitalia che ha tracciato il bilancio di un settore che riscuote la fiducia dei consumatori italiani, certificata dall'aumento costante dei consumi.
Con 18.500 allevamenti (di cui 6.400 professionali), che impiegano 38.500 addetti, la filiera avicola italiana rappresenta un modello per la zootecnia nazionale. Proprio con l'obiettivo di evidenziare il ruolo di un settore che mantiene forti radici agricole e valorizzarne il grande capitale umano, Unaitalia ha promosso la seconda edizione del premio "Avicoltore dell'anno": Premio 2018 Migliori pratiche del settore avicolo italiano".
L'Assemblea è stata anche l'occasione per il rinnovo dei vertici dell'associazione, con la nomina a presidente di Antonio Forlini, che ha preso il posto di Aldo Muraro, figura storica dell'avicoltura nazionale, scomparso nel marzo scorso. Teramano di 58 anni, Antonio Forlini ha una laurea in Giurisprudenza e un master MBA alla Bocconi di Milano. Dal 1996 è dirigente del Gruppo Amadori, nel quale ha ricoperto il ruolo di direttore del Personale, Sistemi e Controllo e attualmente è Consigliere di amministrazione in diverse società del gruppo nelle quali si occupa in esse di Internal Auditing. Forlini inizia il suo mandato affiancato alla vicepresidenza da Mario Crescenti (a.d. Avicola Alimentare Monteverde), Giovanni Fileni (presidente Gruppo Fileni) e Mario Veronesi (presidente Veronesi Holding S.p.a.).
"La nostra è una filiera italiana – ha dichiarato il neopresidente Forlini - che genera valore per tutto il Paese sia in termini di occupazione, valori sociali ed economici, sia in termini di benessere dei consumatori e del territorio. Gli italiani scelgono le carni bianche per il loro ottimo profilo nutrizionale, ma anche perché esiste una straordinaria capacità delle nostre aziende e dei nostri allevatori di offrire un prodotto di assoluta qualità, che risponde perfettamente alla domanda dei consumatori che vogliono alimenti buoni e sani, alleati della salute e del benessere e prodotti in modo sostenibile".
EFA News - European Food Agency