Olio/2: Federolio, Coldiretti e Unaprol tendono mano a GDO su extravergine
Doxa: 56% italiani lo acquista al Supermercato, "non sia solo traffic builder"
Federolio, Coldiretti e Unaprol uniscono le forze per valorizzare l'olio extravergine di oliva e tendono la mano alla GDO. L'alleanza è stata siglata in occasione della convention di Federolio "Filo d'olio - segmentare per crescere. Nuove prospettive di consumo e di offerta", nel corso della quale sono stati presentati i risultati di un'indagine della Doxa sulle tendenze dei consumatori. Al convegno hanno partecipato, tra gli altri: Roberto Moncalvo (presidente Coldiretti), David Granieri (presidente UNAPROL), Giuseppe Blasi, (Capo Dipartimento MiPAAF), Mauro Meloni (Direttore Consorzio CEQ) e rappresentanti della GDO.
Da anni ormai il settore oleario italiano versa in una situazione di stallo, è stata la premessa, incagliandosi su questioni ormai storiche che vanno da una quantità di produzione nazionale non in grado di soddisfare il fabbisogno, alla mancanza di "sistema" tra i diversi attori della filiera – dalla produzione, alla trasformazione, all'imbottigliamento, alla distribuzione e vendita – alla forte pressione promozionale a cui l'extravergine è sottoposto nella Grande Distribuzione Organizzata, che non aiuta il consumatore a capire che tipo di prodotto che sta acquistando ma lo utilizza più come "prodotto civetta".
Nonostante ciò, l'olio extravergine d'oliva è il più utilizzato (85% del campione), secondo l'indagine Doxa: perché è l'olio migliore (36%), è di qualità (27%) ma anche perché fa bene alla salute (18%). L'indagine ha mostrato anche una variabilità nella spesa d'acquisto, con il 39% degli italiani che mediamente spende meno di 6 euro al litro (il 48% che spende da 6 a 10 euro ed il restante 13% che va oltre i 10 euro). L'acquisto avviene presso la Grande Distribuzione per oltre la metà del campione (56%) con un prezzo medio di 6,2 euro al litro ed una frequenza d'acquisto inferiore al mese; il 33% degli intervistati acquista direttamente nel luogo di produzione con un prezzo medio che raggiunge gli 8,4 euro/l e acquisti che avvengono tra una (26%) e due volte l'anno (32%). Nella scelta dell'olio, tra le caratteristiche prese in considerazione c'è l'origine e la provenienza italiana delle olive (52%), il rapporto qualità prezzo (39%) ma anche la trasparenza di tutte le fasi produttive (31%) e una filiera produttiva certificata (23%). Il legame con la produzione gestita da famiglie storiche è rilevante per un italiano su sei. La motivazione è legata all'esperienza e alla qualità che i marchi legati alle famiglie storiche sono capaci di esprimere oltre che la capacità di valorizzare il Made in Italy.
Secondo Francesco Tabano, presidente di Federolio, "il primo intervento da fare riguarda una reale segmentazione del prodotto, che, all'interno della categoria extravergine, presenta oli con caratteristiche molto diverse tra loro e una conseguente forbice di prezzo che varia tra i 4 e 50 euro al litro o più. Per aiutare il consumatore a scegliere il prodotto più adatto alle sue esigenze, al suo gusto e alla sua capacità di spesa – spiega Tabano - dovrà arrivare sul mercato un olio certificato, con una tracciabilità assicurata di tutta la filiera e caratteristiche organolettiche e chimico fisiche ben individuate. Un olio dalla cui etichetta il consumatore evinca in maniera chiara la "promessa" del prodotto stesso".
Attraverso la stretta collaborazione con le due realtà maggiormente rappresentative del mondo agricolo italiano - Coldiretti e Unaprol – Federolio, prosegue Tabano, "intende battersi per un rilancio quali-quantitativo della produzione nazionale, sulla base di una visione comune". Rilancio dell'olivicoltura italiana, valorizzazione del prodotto nazionale - anche come componente di oli extravergini di varie origini comunque inquadrabili in una tradizione nazionale -, maggiore trasparenza e informazione verso i consumatori, da costruire nell'ambito di un rapporto nuovo con le catene GDO, questi i pilastri dell'intesa. Essendo oggi l'extravergine cruciale nelle politiche distributive, le tre sigle chiedono quindi ai rappresentati della GDO di sedere allo stesso tavolo, così da sottrarre l'extravergine al ruolo di mero "traffic builder" e all'eccesso di campagne promozionali.
EFA News - European Food Agency