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CLARA MOSCHINI

Ceta/2: interrogazioni UE

I parlamentari italiani evidenziano le incongruenze operative del trattato

Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Tiziana Beghin (EFDD), Marco Zullo (EFDD), Dario Tamburrano (EFDD), Isabella Adinolfi (EFDD), Laura Agea (EFDD), Marco Valli (EFDD), Fabio Massimo Castaldo (EFDD), Eleonora Evi (EFDD), Ignazio Corrao (EFDD)

Oggetto:  Utilizzo della quota per importazione di prodotti caseari allocata dal trattato CETA tra UE e Canada

Il trattato CETA istituisce una quota per l'importazione a dazio zero di formaggi europei in Canada. Tale quota è divisa tra produttori e importatori canadesi. 

Col documento «Notice to Importers n. 904» il Dipartimento Global Affairs Canada (GAC) ha stabilito i criteri per la suddivisione della quota ma, a causa dei criteri scelti, i beneficiari faticano a utilizzare quanto loro destinato e vi sono, inoltre, sanzioni per il mancato utilizzo delle quote assegnate. 

Tali sanzioni hanno portato molti operatori a scambiarsi le quote (a 4-7 dollari/kg) per non rischiare d'incorrere nelle penalità in caso di mancato utilizzo. 

Il CETA permette di trasferire le quote tra operatori, ma nessun documento ufficiale istituisce una compra-vendita a pagamento, che, di fatto, genera aumenti del prezzo del formaggio europeo al consumatore finale canadese. 

Infine, né il TPP né la revisione del NAFTA, pur introducendo ampie quote per formaggi, prevedranno un sistema penalizzante come quello del CETA, il che sfavorirà le esportazioni europee.

Si chiede pertanto alla Commissione:

1)Concorda sul fatto che il sistema applicato dal GAC costituisce una barriera non tariffaria che aumenta il prezzo del prodotto europeo?
2)Farà pressioni sul governo canadese affinché modifichi i criteri di ripartizione delle quote e d'interscambio delle stesse?


agu - 3822

EFA News - European Food Agency

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