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CLARA MOSCHINI

E' scontro tra Assitol e Federolio

Sullo sfondo la guerra commerciale con gli spagnoli e le baruffe tra organizzazioni agricole e industriali

Appena lanciato in pompa magna, l'accordo di filiera tra Federolio, Unaprol e Coldiretti (vedi EFA News del 25/6/2018) diventa oggetto di scontro tra le varie anime del frammentato settore dell'olio italiano. E' di ieri la levata di scudi di Assitol (l'associazione italiana dell'industria olearia, quella che raccoglie i grandi produttori, compresi gli spagnoli che da anni hanno rilevato importanti marchi italiani), a cui segue la pronta replica di Federolio (la federazione nazionale del commercio oleario: legata a Coldiretti, si definisce "la maggiore organizzazione italiana di categoria nel settore del commercio all’ingrosso e del confezionamento dell’olio di oliva").

"Federolio - si legge in una nota - rimane altrettanto stupita da queste dichiarazioni (di Assitol, ndr), considerato che non più tardi del mese di febbraio proprio Anna Cane, Presidente del Gruppo olio d'oliva Assitol, esprime in un articolo pubblicato sul quotidiano Italia Oggi un identico concetto pro "Italico": "Un Olio Italiano, frutto di blend con una percentuale minima di olio italiano (es. 30%)» per il quale Anna Cane – riporta il quotidiano - vorrebbe l'approvazione di un claim ad hoc".

"Rispetto a quello che è stato definito "italico", Federolio tiene poi a precisare che questo prodotto, oltre a contenere il 50% di prodotto nazionale, avrà una componente di olio non italiano che dovrà comunque rispondere a verificabili requisiti di eccellenza; inoltre esso sarà assoggettato a controlli effettivi e severi, per cui sarà qualcosa di profondamente diverso e distinto rispetto agli attuali blend, a tutela anche del consumatore".

Dura la conclusione di Federolio, che sembra mettere una pietra tombale sulla neonata organizzazione interprofessionale che pure aveva contribuito a fondare: "E' però singolare constatate che questi attacchi vengano da organizzazioni olivicole e industriali che siedono a un tavolo, quello della F.O.O.I. (l'organizzazione interprofessionale, ndr)  capace solo di alimentare polemiche sterili e risentite seguite a un accordo importantissimo e di valore storico quale quello che Unaprol e Federolio sono riuscite a concludere, considerato che alla F.O.O.I. si sono "accontentati" di molto meno sul piano dei rapporti tra un'industria olearia che si definisce "italiana", anche se fortemente rappresentata da una multinazionale spagnola, e mondo olivicolo italiano".

La Fooi (Filiera Olivicola-olearia Italiana), è l'organizzazione interprofessionale dell'olio d'oliva e delle olive da tavola promossa dall'intero tavolo di filiera e nata appena due anni fa. Ne fanno infatti parte tutti: Assitol per l'industria olearia, Aipo, Cno, Unapol, Unasco e Unaprol per le associazioni di organizzazioni di produttori, Federolio per la federazione nazionale del commercio oleario, Aifo e Assofrantoi per il settore della trasformazione.

Il Ministro Martina era entusiasta: "La nascita dell'organizzazione interprofessionale per l'olio d'oliva è un passo decisivo per il futuro del settore. Un risultato storico che era atteso da anni e che fa parte del lavoro strategico che stiamo portando avanti per tutelare e promuovere una delle più importanti eccellenze del nostro Paese''. 

Per l'olio italiano, grande è la confusione sotto il cielo...

agu - 3858

EFA News - European Food Agency

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