Le industrie dello zucchero italiano sono in crisi? Si arrangino
Secca risposta della Commissione UE a un'interrogazione sui problemi del settore
Risposta di Phil Hogan
a nome della Commissione
(10.7.2018)
Nell'ambito della riforma del 2006 il settore dello zucchero dell’UE ha subito una profonda ristrutturazione per renderlo più competitivo e orientato al mercato. La capacità di produzione è stata ridotta di 6 milioni di tonnellate e sono stati chiusi 81 zuccherifici. Nell'ambito di questo processo sono stati erogati importi elevati di aiuti alla ristrutturazione alle imprese che hanno deciso di ridurre o mettere fine alla produzione. A partire dal corrente anno di commercializzazione, il mercato dell’UE è trainato dalla domanda e dai segnali dell’offerta e richiede che i suoi operatori si adeguino a e prendano decisioni imprenditoriali basate sulla logica di un mercato liberalizzato.
I recenti sviluppi del mercato dello zucchero mostrano un andamento non del tutto inaspettato, trattandosi del primo anno di commercializzazione dopo la fine del regime delle quote, anche se la situazione è stata ulteriormente aggravata dall’eccesso di offerta e dal calo dei prezzi a livello mondiale.
A norma del regolamento (UE) n. 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati[1], le misure a disposizione della Commissione per il settore dello zucchero sono gli aiuti all’ammasso privato e le misure eccezionali in caso di perturbazioni o squilibri del mercato. In questa fase iniziale del passaggio a un contesto nel quale è venuto meno il regime delle quote, la Commissione non ritiene opportuno adottare alcuna misura di mercato. In questo momento qualsiasi intervento potrebbe mandare un segnale sbagliato all’industria e indebolire fortemente l’incentivo per l’autoregolamentazione. Al tempo stesso, la Commissione è pienamente consapevole delle preoccupazioni dell’industria, perciò continuerà a monitorare con attenzione il mercato e valuterà la possibilità di adottare misure adeguate qualora la situazione lo giustifichi.
[1] Regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.
Di seguito riportiamo l'interrogazione parlamentare dell'On. Mara Bizzotto, del 16/5/2018.
Oggetto: Salvaguardia della filiera dello zucchero «Made in Italy»: richieste urgenti misure di tutela per gli zuccherifici del Veneto e dell'Emilia-Romagna
La Cooperativa dei produttori bieticoli (Coprob) proprietaria del marchio «Italia Zuccheri», che comprende lo zuccherificio di Pontelongo (provincia di Padova) e quello di Minerbio (provincia di Bologna), è l'unica filiera bieticola completamente «Made in Italy» rimasta attiva in Italia. Coprob riunisce 7 000 aziende agricole, 500 collaboratori e 1 500 imprese dell'indotto, ed è leader del settore in Italia con una produzione nel 2016 di 284 000 tonnellate di zucchero.
La fine del regime delle quote dello zucchero il 31 settembre 2017 e la successiva liberalizzazione del settore bieticolo-saccarifero (regolamento (UE) n.1308/2013) hanno provocato nell'UE un drastico calo del prezzo dello zucchero (da 600 euro a 350 euro a tonnellata) e una sovrapproduzione di zucchero da parte di alcuni paesi europei, che ora operano dumping contro gli zuccherifici italiani, mettendo a serio rischio la loro sopravvivenza. Il 26 marzo 2018 Coprob ha pubblicato una petizione «Patto per lo zucchero italiano» per chiedere la salvaguardia dello zucchero 100 % italiano, che è garanzia di qualità per i consumatori e alla base della filiera dei prodotti dolciari «Made in Italy». Considerata la situazione, può la Commissione indicare:
1) quali urgenti misure di tutela intende attuare per le eccellenze di Pontelongo e Minerbio e i relativi posti di lavoro, salvaguardando la filiera italiana dello zucchero;
2) se non ritiene che la liberalizzazione del mercato dello zucchero abbia provocato pericolosi squilibri tra gli Stati membri produttori?
EFA News - European Food Agency