La Tunisia ha richiesto rinnovo per export olio a dazio zero
La conferma da Bruxelles. Preoccupati i produttori italiani
Risposta del Commissario Hogan all'interrogazione dell'On. Marta Bizzotto
Torna lo spauracchio dell'invasione dell'olio tunisino? La Commissione Ue conferma che il governo di Tunisi ha chiesto la proroga delle misure commerciali favorevoli per aumentare l'export di olio nell'Ue (misure concesse nel 2015 per agevolare l'economia dopo le conseguenze del terrorismo).
In realtà, a causa della scarsa raccolta nel periodo 2015/2017 sono state importate solo la metà delle 10.352 tonnellate autorizzate a dazio zero, con un impatto trascurabile sulle produzioni europee.
Con la nuova stagione però le cose potrebbero cambiare, perché la Commissione stima che per l'annata 2017/18 la produzione di olio tunisino potrebbe aumentare del 123%.
Di seguito la risposta del Commissario Phil Hogan all'interrogazione dell'on. Marta Bizzotto.
Risposta di Phil Hogan
a nome della Commissione europea
(9.8.2018)
Il governo tunisino ha chiesto la proroga delle misure commerciali autonome a carattere eccezionale[1] per l’olio d’oliva, che sono giunte a scadenza definitiva alla fine del 2017.
La richiesta è stata esaminata tenendo presente che il contingente tariffario regolare senza dazio previsto dall’accordo di associazione UE-Tunisia per l’olio d’oliva ha un impatto modesto sulla situazione del mercato dell’UE. Nel corso delle ultime cinque annate[2], il 79% delle esportazioni tunisine totali di olio d’oliva è stato destinato all’UE. Questa percentuale è pari al 4,8% della produzione media dell’UE nello stesso periodo. Anche dopo l’esaurimento del contingente tariffario senza dazio, il comparto UE dell’olio d’oliva acquista l’olio d’oliva tunisino in regime di perfezionamento attivo.
L’annuncio fatto dal Presidente della Commissione europea il 24 aprile 2018 fa riferimento a un accordo reciproco[3] basato sull’articolo 18 dell’accordo di associazione UE-Tunisia, in virtù del quale le parti possono accordarsi ulteriori concessioni commerciali.
La qualità, l’autenticità, l’etichettatura e la commercializzazione dell’olio d’oliva sono disciplinate e tutelate dal regolamento (CEE) n. 2568/1991[4] e dal regolamento (UE) n. 29/2012[5]. I due regolamenti prevedono che gli Stati membri procedano a controlli di conformità per garantire che l’olio d’oliva immesso in commercio corrisponda alla categoria e all’origine dichiarate.
Per quanto riguarda la rintracciabilità della catena di approvvigionamento dell’olio d’oliva, l’articolo 18 del regolamento (CE) n. 178/2002[6] sancisce che gli operatori del settore alimentare devono garantire la rintracciabilità di tutti gli alimenti trattati, in modo da essere in grado di fornire le informazioni del caso alle autorità competenti che le richiedano.
[1] A causa della scarsa raccolta in Tunisia nelle annate 2015/2016 e 2016/2017, sono state importate nell’Unione europea soltanto 5.055 delle 10.352 tonnellate assegnate nel 2016 nel quadro delle misure commerciali autonome.
[2] Secondo gli ultimi dati del Consiglio oleicolo internazionale, nell’annata 2017/2018 la Tunisia prevede di produrre 280.000 tonnellate di olio d’oliva, rispetto alle 100.000 tonnellate prodotte nel 2016/2017. Di conseguenza, si prevede che le esportazioni tunisine per il 2017/2018 arriveranno a 200.000 tonnellate, con un aumento del 123% rispetto alle 89.500 tonnellate dell’annata 2016/2017.
[3] Tale accordo sarebbe soggetto all’approvazione del Consiglio dell’Unione europea e del Parlamento europeo. Nel caso in cui entrasse in vigore, l’UE concederebbe temporaneamente un contingente tariffario senza dazio pari a 30.000 tonnellate/anno per il 2019 e il 2020 in cambio di concessioni a favore di alcuni prodotti agricoli dell’UE.
[4] GU L 248 del 5.9.1991, pag. 1.
[5] GU L 12 del 14.1.2012, pag. 14.
[6] GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.
Di seguito l'interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
21 giugno 2018
Articolo 130 del regolamento
Mara Bizzotto (ENF)
Oggetto: Importazioni di olio d'oliva dalla Tunisia nell'UE: richiesta di chiarimenti sul contingente temporaneo a dazio zero
Il ministro dell'Agricoltura tunisino ha dichiarato che le esportazioni d'olio d'oliva dalla Tunisia sono in forte crescita (+154 %): dal novembre 2017 al maggio 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono aumentate le esportazioni d'olio d'oliva sfuso (+177 %, 143.850 tonnellate) e di olio d'oliva imbottigliato (+25 %, 10.780 tonnellate).
La Tunisia esporta a dazio zero nell'UE un contingente ordinario di 56.700 tonnellate annue, ai sensi dell'accordo di associazione UE-Tunisia, e nel biennio 2016-2017 ha ottenuto in via straordinaria un contingente temporaneo aggiuntivo di 35.000 tonnellate annue a norma del regolamento UE 2016/605.
Preso atto che sembra che la Tunisia intenda chiedere all'UE il rinnovo del contingente temporaneo e considerate le preoccupazioni dei produttori italiani, di Confagricoltura e Coldiretti sui rischi che la forte crescita delle esportazioni dalla Tunisia potrebbe causare ai prezzi dell'olio italiano, può la Commissione far sapere:
1. Se la Tunisia ha richiesto la proroga del contingente temporaneo d'olio d'oliva a dazio zero e, in caso affermativo, se questa richiesta verrà analizzata alla luce di una valutazione d'impatto sul mercato comunitario dell'olio d'oliva, per accertare che un'eventuale proroga non pregiudichi le quotazioni delle produzioni olivicole italiane ed europee?
2. Come intende rafforzare la tutela delle produzioni di olio d'oliva italiano ed europeo a fronte della concorrenza extraeuropea nel settore, assicurando il controllo e la tracciabilità in etichetta dei quantitativi d'olio importato in UE?
EFA News - European Food Agency