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CLARA MOSCHINI

Interrogazione su maggior tutela del diritto di studio negli istituti agrari

Non soltanto all'istituto Emilio Sereni

L'onorevole Claudio Mancini interroga il "Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca" chiedendo quali iniziative, di medio e lungo periodo, intenda adottare per evitare il ripetersi della situazione verificatasi all'istituto Agrario Emilio Sereni che, ritenendo esiguo il numero di iscrizioni pervenute, ha comunicato alla dirigente scolastica il diniego per l'avvio della prima classe dell'istituto, non consentendo di fatto a 14 giovani del territorio di iniziare il percorso di studi di perito agrario. EFA News - European Food Agency ripropone di seguito l'interrogazione a risposta orale per intero:

"Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

l'istituto Agrario «Emilio Sereni» è una realtà scolastica attiva dal 1978 nel territorio di Roma capitale e provincia e, proprio quest'anno, compie 40 anni di attività;

nel 2010, dopo la grande crisi ambientale che ha interessati la Valle del Sacco, è nata la sede distaccata di San Vito Romano;

il comune di San Vito Romano, facente parte della comunità montana dei Monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini, è un paese situato a circa 700 metri s.l.m. con circa 3.000 abitanti;

l'istituto oggi ivi rappresenta un riferimento dal punto di vista scolastico e sociale sia per il Comune di San Vito Romano, sia per tutti i 31 comuni della Valle dell'Aniene, oltre che per i comuni di Genazzano e Paliano: un territorio a forte vocazione rurale e agroalimentare, ma carente di scuole superiori facilmente raggiungibili;

la formazione di perito agrario è una risorsa preziosa per la comunità, anche al fine di aumentare le occasioni lavorative ripartendo dalla terra e dalle eccellenze dei luoghi in questione;

14 ragazzi, di cui uno in situazione di disabilità, originari del territorio hanno presentato richiesta di iscrizione alla prima classe della sede dell'istituto agrario «Emilio Sereni» di San Vito Romano per l'anno 2018/2019;

ritenendo esiguo il numero di iscrizioni pervenute, l'ufficio scolastico regionale del Ministero, a quanto consta all'interrogante, ha comunicato alla dirigente scolastica il diniego per l'avvio della prima classe dell'istituto;

per consentire l'avvio della classe e assicurare a tali giovani l'inizio di un percorso scolastico-lavorativo, 7 tra madri e sorelle di alcuni dei 14 ragazzi, hanno richiesto l'iscrizione alla prima classe, portando a 21 il numero degli iscritti;

con note del 30 luglio 2018, previ contatti con l'ufficio scolastico regionale, la dirigente dell'istituto ha dovuto comunicare il rigetto delle 7 richieste di iscrizione, perché non sarebbe consentita la contestuale presenza, nella stessa classe e in qualità di alunni, di persone minorenni e maggiorenni;

di fatto, allo stato, non viene consentito a 14 giovani del territorio di iniziare il percorso di studi di perito agrario;

le 7 madri e sorelle che si sono viste rifiutare le rispettive richieste di iscrizione hanno interessato gli uffici competenti al fine di ottenere l'annullamento dei provvedimenti di rigetto;

nel territorio in argomento non v'è un centro per l'istruzione degli adulti che consenta alle stesse di esercitare il diritto, costituzionalmente tutelato, di frequentare la scuola pubblica;

con nota del 31 luglio 2018, la regione Lazio si è fatta parte attiva per individuare una soluzione condivisa della problematica e il 20 settembre 2018 è stata approvata dal consiglio della regione Lazio una mozione che impegna il presidente e la giunta regionale ad attivarsi presso le competenti amministrazioni statali affinché, insieme all'istituto, al comune di San Vito Romano, ai comuni limitrofi, a Roma Capitale, ai cittadini, alla conferenza provinciale, all'ufficio scolastico regionale, al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, siano trovate soluzioni che garantiscano alla sede scolastica di San Vito Romano di avviare la prima classe dell'anno scolastico 2018/2019;

in base al decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, è possibile derogare ai limiti numerici richiesti per la formazione delle classi ove tra gli iscritti vi sia un alunno disabile, ovvero la classe si trovi in comuni montani –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto suesposto e della mozione del 20 settembre 2018 e quali iniziative urgenti intenda intraprendere anche alla luce dell'allegato A della delibera della giunta regionale n. 644 del 12 ottobre 2017, punti 2.1 e 2.2, pagine 3-4, e del decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009;

se e quali iniziative, anche di medio e lungo periodo, intenda adottare per evitare il ripetersi della predetta situazione.
(3-00190)
"

Red - 4775

EFA News - European Food Agency

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