Esclusivo: l'agroalimentare italiano vince la battaglia all'Onu
L'Outcome Document che EFA News ha letto in anteprima non coinvolge i nostri prodotti di eccellenza
Nel mirino dell'OMS c'erano i protagonisti della dieta mediterranea e i prodotti italiani più venduti nel mondo
Volevano mettere sul banco degli imputati i grandi prodotti alimentari che hanno reso l’Italia famosa e apprezzata (e copiata) nel mondo. Domani, giovedì 27 settembre è in programma all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il terzo incontro dedicato alla prevenzione delle malattie non trasmissibili, correlate agli scorretti stili di vita e alla cattiva alimentazione. Lo scopo dell’incontro voluto dall’OMS è quello di condividere un documento che contenga una serie di raccomandazioni rivolte ai governi, affinché realizzino misure efficaci per contrastare malattie cardiovascolari, diabete di tipo due e tumori, anche mediante interventi (come l’etichettatura a semaforo o misure fiscali) finalizzati a ridurre i consumi di grassi, sale, zuccheri e alcool. Un atteggiamento drastico, che rischiava di coinvolgere gli alimenti-totem della cucina italiana, dall’olio di oliva ai formaggi e ai salumi, che verrebbero ingiustamente penalizzati ed “etichettati” come a rischio per la salute. Un danno incalcolabile per il prestigio di tanti prodotti agroalimentari “made in italy”, proprio quelli più apprezzati: a rischio anni di investimenti in qualità e sicurezza e l’immagine faticosamente costruita dal dopoguerra ad oggi. Avrebbe significato penalizzare le eccellenze del nostro export agroalimentare.
Fortunatamente possiamo anticipare una grande vittoria per tutto il made in Italy, avendo potuto leggere in anteprima assoluta il documento finale che sarà approvato domani: Political Declaration of the third high-level meeting of the General Assembly on the prevention and control of non-communicable diseases.
In sintesi, sono state bocciate le raccomandazioni lesive dei prodotti italiani ed eliminati i riferimenti a obblighi di interventi sul lato fiscale, come la cosiddetta Stax (Sugar, tobacco and alcohol tax).
Il cuore della questione è affrontato a n. 18 del capitolo 2 sulle azioni da implementare, e che riportiamo integralmente:
OP 18. Empower the individual to make informed choices by providing an enabling environment, strengthen health literacy through education, implement population-wide and targeted mass and social media campaigns that educate the public about the harms o smoking/tobacco use and second hand smoke, the harmful use of alcohol, and the excessive intake of fats, in particular saturated fats and trans fats, sugars and salt, and promote the intake of fruits and vegetables, as well as healthy and balanced sustainable diets and reduce sedentary behavior.
In sostanza, è posto l'accento sulle scelte individuali e, soprattutto, si fa riferimento agli ingredienti - zuccheri, sali, grassi - di cui evitare un eccesso di assunzione, senza riferimento ai prodotti che potrebbero contenere questi ingredienti. È una differenza abissale e rappresenta una svolta totale rispetto alla brochure preparatoria diffusa dai tecnici dell'OMS a giugno, che tanto allarme aveva sollevato in Italia.
Si è arrivati a questa soluzione grazie a un lavorio incessante della nostra diplomazia, ad opera soprattutto dell'Ambasciatore Sebastiano Cardi, past ambassador presso l'Onu, e Mariangela Zappia, nuova ambasciatrice.
EFA News - European Food Agency