Verso il divieto di uova senza timbratura?
Una risoluzione propone al Governo di intervenire perché siano marchiate all’origine
Dobbiamo impedire che entrino in Italia uova provenienti dall’estero senza stampigliatura
Gianpaolo Cassese, portavoce del M5 Stelle eletto alla Camera dove è componente della Commissione Agricoltura, illustrando alla stessa la sua risoluzione 7-00064 presentata il 4 ottobre scorso ha detto: "Così come è necessario che anche le uova prodotte nel nostro Paese circolino solo dopo che vi sia apposto, sul luogo di produzione, il timbro che ne indica la provenienza e la tipologia di allevamento. La circolazione di uova non marchiate diventa infatti terreno fertile per facili truffe, esponendo il consumatore al rischio di acquistare uova spacciate per italiane ma in realtà prodotte oltreconfine e senza avere la certezza sulla tipologia di allevamento. Per questo vogliamo modificare la normativa attuale, che esenta dall’obbligo di stampigliatura le uova destinate all’industria e quelle destinate ai centri di imballaggio lontani dai luoghi di produzione.
La mia risoluzione propone al Governo di intervenire perché tutte le uova siano marchiate all’origine. È in gioco sia il diritto dei cittadini alla corretta informazione sia la sicurezza sanitaria. È trascorso solo un anno dall’allarme, in Europa e in Italia, delle uova contaminate al Fipronil, insetticida vietato perché cancerogeno. E un nuovo allarme si è ripetuto più recentemente in Olanda e Germania. Assicurare la rigida tracciabilità del prodotto potrà garantire una maggiore tutela del consumatore anche in casi di gravi minacce alla salute umana come questo. Vogliamo che la stampa diretta del codice del produttore e del metodo di allevamento avvenga nel sito di produzione delle uova e non nei centri di imballaggio, dove può verificarsi la mescolanza tra uova di diversa provenienza e destinate ad usi diversi. La norma del nostro ordinamento che prevede l’esenzione dall’obbligo di timbratura per chi dall’estero vende all’industria alimentare va dunque cancellata".
Inoltre la risoluzione di Cassese "mira ad ottenere che i produttori indichino anche sulle confezioni poste in vendita il Paese di origine delle uova. Vogliamo che queste diventino buone pratiche a livello comunitario, per questo abbiamo chiesto al Governo di farsi portavoce in Europa della richiesta di estendere a tutti i Paesi l’obbligo di timbratura. I consumatori devono essere correttamente informati sull’origine dei prodotti che acquistano. E allo stesso modo vanno tutelati i produttori italiani che garantiscono standard di qualità elevati e non possono soffrire la concorrenza sleale di chi fa passare per italiane e magari allevate a terra uova di dubbia provenienza. Da consumatore e da imprenditore del settore ho portato in Parlamento un’istanza molto sentita e sono determinato a ottenere, attraverso l’intervento di Parlamento e Governo, la massima trasparenza e la massima qualità”.
Per completezza di'informazione EFA News riporta il testo integrale della risoluzione:
"Risoluzione in commissione 7-00064
presentato da Cassese Gianpaolo
testo presentato Giovedì 4 ottobre 2018
modificatoGiovedì 11 ottobre 2018,
seduta n. 61 La XIII Commissione,
premesso che:
il regolamento (CE) n. 589/2008, recante norme in materia di commercializzazione delle uova, prevede all'articolo 11, come modificato dal regolamento (CE) 598/2008, la facoltà per gli Stati membri di esonerare gli operatori dagli obblighi di marchiatura stabiliti nell'allegato XIV, A, III punto 1 del regolamento 1234/2007 qualora le uova siano consegnate dal sito di produzione direttamente all'industria alimentare;
la suddetta esenzione, valevole anche per le uova provenienti da altri Stati membri e da Paesi terzi e ancorché, in tali casi, regolata da precisi obblighi di informazione a carico delle autorità competenti degli Stati interessati dalla deroga, espone al rischio che uova non marchiate vengano consegnate ai centri di imballaggio;
il suddetto rischio è tanto più concreto considerato che molte imprese dispongono, nello stesso luogo, di centro di imballaggio e di centro di sgusciatura, e benché la norma preveda che le uova siano stoccate e lavorate in linee di produzione separate da quelle destinate al confezionamento per il consumo diretto, sono frequenti i casi in cui le uova non marchiate, spesso provenienti da altri Stati membri, finiscono per essere destinate al consumo diretto generando altresì il rischio di confusione tra sistemi di allevamento diversi;
per garantire al consumatore una corretta informazione circa l'origine delle uova è opportuno che le uova prodotte in Italia siano marchiate con il codice del produttore obbligatoriamente presso l'azienda di produzione e che rechino visibile nella confezione destinata alla vendita l'indicazione del Paese di origine, con esclusione da tali previsioni degli operatori che vendono direttamente al consumatore finale nel luogo di produzione o nell'ambito della regione di produzione, in un mercato pubblico locale e nella vendita porta a porta;
al fine di disporre di un quadro normativo chiaro e uniforme in tutto il territorio unionale e di offrire al consumatore informazioni veritiere e inequivocabili circa l'origine delle uova, è opportuno disporre, per tutti gli Stati membri l'obbligo di marchiatura di tutte le uova, anche di quelle destinate alla trasformazione alimentare, presso sito di produzione,
impegna il Governo:
a modificare il decreto ministeriale 11 dicembre 2009, e in particolare gli articoli 3 e 11, comma 7, nel senso di escludere l'esenzione dagli obblighi di timbratura accordata agli operatori che effettuano consegne dal sito di produzione direttamente all'industria alimentare e di disporre l'obbligo di timbratura con il codice del produttore presso l'azienda di produzione, ferma restando l'esenzione da tale obbligo nei casi di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto in parola;
ad adottare iniziative per prevedere che le confezioni poste in vendita al consumatore finale rechino visibile l'indicazione del Paese di origine delle uova;
ad intervenire nelle competenti sedi dell'Unione europea al fine di rivedere la normativa in materia di commercializzazione delle uova introdurre l'obbligo, senza esenzioni, di timbratura presso l'azienda di produzione per tutte le uova a qualsiasi uso destinate.
(7-00064) Cassese, Cadeddu, Cillis, Gagnarli, Gallinella, L'Abbate, Lombardo, Alberto Manca, Maglione, Del Sesto, Marzana".
EFA News - European Food Agency