Interrogazione sul monopolio del grano Senatore Cappelli
L'Antitrust europea precisa che è competenza dell'autorità italiana
Oggetto: Monopolio del grano Senatore Cappelli
Risposta di Margrethe Vestager a nome della Commissione europea (31/10/2018)
La Commissione è a conoscenza della situazione descritta: l'autorità italiana garante della concorrenza ha infatti informato la Commissione di aver ricevuto diverse denunce al riguardo e di stare esaminando la questione.
La Commissione invita quindi le parti interessate a contattare l'autorità garante della concorrenza, che è in grado di fornire un riscontro più adeguato a qualunque domanda.
Questa l'nterrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione dell'On. Ignazio Corrao (EFDD), del 4 settembre 2018.
Nel 2016 il CREA, ente pubblico, tramite trattativa privata ha affidato alla Società Italiana Sementi (SIS) la licenza esclusiva per 15 anni per la moltiplicazione e la commercializzazione della varietà di grano duro Senatore Cappelli, di proprietà dello Stato italiano, che rappresenta un patrimonio collettivo degli agricoltori del Sud Italia ed è tra le varietà più apprezzate dal mercato.
L'assegnazione è avvenuta malgrado fosse già nota l'intenzione di costituire una filiera produttiva esclusiva, favorendo così un regime di monopolio.
La SIS ha introdotto alcune condizioni che le consentono di scegliere se e a chi vendere i semi, impedendo alle imprese di coltivare e vendere liberamente e costringendole di fatto a rivendere il grano alla stessa SIS.
Il monopolio ha comportato su tutta la filiera una distorsione della libera concorrenza, oltre che un grave danno economico alle imprese produttrici, visto che sul mercato la varietà bio del grano Senatore Cappelli vale quasi 4 volte di più del grano convenzionale.
Tale modalità di monopolizzazione può rappresentare un pericoloso precedente anche per altre varietà cerealicole.
Può la Commissione:
| 1) | Fornire un suo parere, alla luce della normativa sulla libera concorrenza? |
| 2) | Chiarire le sue modalità di intervento atte a interrompere tale monopolio? |
EFA News - European Food Agency