Interrogazione sulla diffusione di shopper non conformi ai requisiti di legge
Presentata dall'onorevole Albrecht Plangger (Misto)
"Al ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.
Per sapere, premesso che:
un sacchetto di plastica può impiegare fino a 1000 anni per decomporsi e, considerando che solo tra Europa ed Usa vengono utilizzati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica all'anno, è facilmente comprensibile la gravità del problema ambientale che deriva dalla dispersione dei sacchetti nell'ambiente;
nell'agosto 2014, l'Italia è stata il primo Paese europeo a vietare la commercializzazione di sacchetti non biodegradabili per l'asporto delle merci, facendo da virtuoso apripista in Europa;
nel 2015 l'Unione europea ha varato la direttiva 2015/720/Ue —modellata sull'esperienza italiana— che contiene una serie di modifiche alla direttiva 94/62/Ce (cosiddetta direttiva imballaggi) finalizzate alla riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero; con la direttiva viene uniformato anche lo standard tecnico europeo (UNI EN 13432) per certificare la plastica biodegradabile;
con il decreto-legge n. 91 del 2017 l'Italia ha recepito la direttiva 2015/720/Ue ed ha inoltre introdotto dal 1° gennaio 2018 l'uso esclusivo di plastica biodegradabile per i sacchettini 'ultraleggeri' sotto i 15 micron di spessore, con i quali si pesano e si prezzano i prodotti sfusi come ortaggi e frutta; viene poi esteso a tutte le borse date ai consumatori per l'asporto di merci e prodotti il divieto di cessione gratuita (cosiddetto pricing);
secondo un'analisi di Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro, ormai più di tre italiani su quattro (76 per cento) hanno ridotto l'impiego di sacchetti di plastica. Si tratta di un comportamento virtuoso diffuso in tutta l'Unione europea, dove la percentuale media sale all'80 per cento;
in Italia, però, secondo un'indagine di Altroconsumo, la metà dei sacchetti in circolazione sarebbe 'fuori legge', non rispetterebbe cioè i requisiti di biodegradabilità, compostabilità e di utilizzo di almeno il 40 per cento di materia prima rinnovabile per quelli monouso per alimenti;
dati recenti dell'Osservatorio di Assobioplastiche mostrano come in Italia circolino 50.000 tonnellate di shopper 'fuori legge' per un valore complessivo di circa 400 milioni di Euro, ossia quanto il fatturato di tutte le aziende del settore delle bioplastiche in Italia–:
quali iniziative il ministro interrogato intenda adottare per contrastare la preoccupante diffusione nel nostro Paese di shopper non conformi ai requisiti di legge anche effettuando, su tutto il territorio nazionale, un accurato monitoraggio, con il supporto del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri (Noe), sia sui siti di produzione che di vendita al dettaglio". (5-00880)
EFA News - European Food Agency