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CLARA MOSCHINI

Interpellanza su chiusura Pernigotti

"Quali gli intendimenti del Governo al tavolo di crisi previsto al Mise?"

Presentata dall'onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove (Fdi)

"I sottoscritti chiedono di interpellare il ministro dello Sviluppo economico, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, 

per sapere, premesso che:

è notizia di questi giorni che la storica fabbrica della Pernigotti di Novi Ligure (Alessandria) ha chiuso i battenti;

la notizia è stata data dai sindacati a seguito di un incontro con i rappresentanti del gruppo turco Toksöz, proprietario della storica azienda dolciaria fondata nel 1868 e marchio storico dell'industria alimentare italiana, conosciuto in tutto il mondo;

secondo quanto comunicato da fonti sindacali, la proprietà ha sempre negato di voler dismettere le attività nello stabilimento di Novi Ligure e la decisione definitiva di fermare gli impianti appare agli interpellanti essere il frutto consapevole di una serie di omissioni nella veridicità delle informazioni fornite ai rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni locali;

l'azienda impiega ancora stabilmente 100 persone, ai quali si devono aggiungere i lavoratori stagionali e l'indotto di un'area urbana di circa 75.000 abitanti. Molte famiglie hanno o hanno avuto un componente occupato grazie alla Pernigotti;

l'azienda ha subito alcuni passaggi di mano che ne hanno impoverito il potenziale: nello stabilimento sono stati raggiunti anche picchi di 600 occupati;

la famiglia Pernigotti ha ceduto la proprietà alla famiglia Averna nel 1995. Gli Averna non hanno mai investito nell'ammodernamento dei macchinari e nell'evoluzione delle linee produttive, a giudizio degli interpellanti, minando alla base la competitività dell'azienda;

nel 2013, Averna cede la proprietà a Sanset Food, divisione alimentare del gruppo turco Toksöz. Fin da subito è apparso evidente come l'interesse dei turchi fosse quello di rilevare l'importanza e la storicità del marchio, senza tener conto della storia e della cultura dolciaria del territorio nonché dei lavoratori e delle loro famiglie;

nel 2015 Toksöz chiude il reparto logistica, che impiegava 50 dipendenti, esternalizzandola a Parma;

secondo fonti vicine al dossier, l'azienda sarebbe pronta a fare la stessa cosa con il resto dello stabilimento, poiché pare ne abbiano costruito uno nuovo in Turchia;

in Italia verrà mantenuta solo la rete marketing, a Milano, volta a sostenere la vendita dei prodotti 'Made in Turchia';

attraverso una nota stampa, l'azienda ha reso noto di essere alla ricerca di un partner industriale in Italia a cui affidare la produzione e per ricollocare i dipendenti presso aziende del medesimo settore terzisti. Sempre secondo la summenzionata nota, l'azienda sta già dialogando con alcune realtà italiane del settore dolciario;

dall'analisi della situazione, è difficile fidarsi della dichiarazione di intenti di esternalizzare in Italia. Ad avviso degli interpellanti, appaiono del tutto evidenti le intenzioni del gruppo Toksöz: mantenere la proprietà di un marchio storico ed italiano, produrre a basso costo ed a bassa qualità in Turchia, vendere in Italia e nel mondo un cioccolatino turco 'spacciandolo' per italiano. In altre parole: 'delocalizzazione';

un comunicato del ministero dello Sviluppo economico ha reso noto che il 15 novembre 2018, alle ore 10, è stato convocato al Mise il tavolo di crisi, presieduto dal vicecapo di Gabinetto Giorgio Sorial, per discutere della situazione produttiva ed occupazionale inerente alla società Pernigotti–:

quali siano gli intendimenti del Governo in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali, della produzione italiana e della qualità del made in Italy nel corso del tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico". (2-00174) 

Delmastro Delle Vedove, Lollobrigida

red - 5392

EFA News - European Food Agency

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