Centinaio, avanti tutta sulla ricerca in agricoltura
Il Ministro è intervenuto alla presentazione del piano triennale del Crea
Avanti tutta con la ricerca, in un sistema integrato che chiamerà in causa anche il mondo accademico. “L'idea è di aprire nel 2019 un tavolo di collaborazione anche con quelle università che non hanno la facoltà di Agraria, perché l'agricoltura non è solo questo”, ha dichiarato oggi il ministro dell'Agricoltura e Turismo, Gian Marco Centinaio, intervenendo alla presentazione del Piano triennale di attività del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che ha ospitato diversi stakeholder del settore e aziende che hanno già avviato una stretta collaborazione con l'Ente pubblico.
“Il ruolo del Crea deve essere di servizio a un settore che sempre più deve essere al passo con i tempi, a contatto con la ricerca”, ha spiegato Centinaio, intenzionato a valorizzare fino in fondo l'Ente vigilato dal suo ministero, ora che ne ha compreso la funzione strategica: “Fino a qualche settimana fa, ammetto che anche il ministro, preso dall'inizio della legislatura e dalle varie emergenze, conosceva poco questo grande lavoro. Ma quando mi sono messo a ragionare sulle attività del Crea mi si è aperto veramente un mondo, e quindi l'obiettivo è di far capire a tutto il settore dell'agricoltura il grande lavoro che si sta facendo”. I riscontri non mancano già adesso. “Vengo dalla prima riunione del tavolo del grano e della pasta al ministero”, ha informato il ministro, giustificando il suo ritardo, “e la cosa positiva è che durante questo tavolo, dove c'era tutta la filiera (pensate, c'erano i produttori delle sementi, gli agricoltori, i rappresentati dell'industria della pasta e la grande distribuzione, per la prima volta) la parola Crea è stata nominata da ben quattro interlocutori che lo considerano essenziale per portare avanti la qualità del grano nel nostro Paese. E quando non solo gli agricoltori ne parlano ma anche le industrie, vuol dire che in questo momento il Crea deve sempre più prendere un ruolo fondamentale per la ricerca e l'innovazione”. Due parole che Centinaio definisce “spesso abusate”, soprattutto nei grandi consessi: “Quando si vuole fare un po' i fenomeni basta inserire le parole ricerca e innovazione abbinate a qualsiasi cosa... Ma io penso che se andiamo a guardare l'agricoltura nel nostro Paese e a livello internazionale, sempre di più innovazione e ricerca devono essere all'ordine del giorno”.
L'altra direttrice su cui intende muoversi il ministero è “un rapporto sempre più stretto tra le università italiane, il Crea e il Mibact”. Di qui, il progetto di aprire un tavolo di collaborazione con il mondo accademico nel suo insieme. Un punto cruciale, questo, secondo Centinaio che rivela di aver inaugurato a novembre scorso l'anno accademico dell'università di Pavia (dove non ci sono facoltà legate all'agricoltura e al turismo) tra lo scetticismo di alcuni professori: “Io ho spiegato sommessamente che oggi come oggi l'agricoltura italiana non è solo il contadino con il cappello di paglia e la camicia a quadri, ma è fatta sempre più da giovani laureati in altre materie come ingegneria, chimica, fisica e anche medicina”. Già, perché “se noi siamo quello che mangiamo – sottolinea il ministro - la medicina sempre di più deve avere a che fare con l'agricoltura per capire quello che viene coltivato, pescato e allevato nel nostro Paese e al fuori”. Anche la geologia trova spazio tra le facoltà vicine al mondo agricolo, insieme con economia e commercio, dal momento che “oggi gli agricoltori sono sempre più imprenditori, anche nelle piccole aziende”.
A ribadire la funzione strategica del Crea è anche Alessandra Pesce, sottosegretario all'Agricoltura, che definisce l'Ente “il nostro punto di eccellenza nelle attività di ricerca” e raccomanda, in linea con il ministro, di incrementare la sinergia fra tutti gli attori del settore: “Non dobbiamo considerare l'agroalimentare una scatola stagna ma favorire le contaminazioni, perché la tecnologia ci consente di mutuare le esperienze da altri comparti”.
EFA News - European Food Agency