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CLARA MOSCHINI

Le sfide del Crea/2

Cambiamenti climatici, biodiversità e biotecnologie, agricoltura digitale: le coordinate su cui si svilupperà il Piano triennale

Cambiamenti climatici, biodiversità e biotecnologie, agricoltura digitale, ambiente e qualità. Sono queste le coordinate su cui si sviluppa il Piano triennale di attività del Crea, l'Ente di ricerca agricola che fa da capo al ministero dell'Agricoltura, e che propone la sua visione per una nuova agricoltura. “E' uno scenario alla portata del sistema Italia, perché godiamo di alcuni punti di forza ma dobbiamo stare attenti a canalizzare le risorse in tecnologie che guideranno le scelte del futuro”, ha dichiarto oggi il presidente, Salvatore Parlato, durante la conferenza stampa di presentazione che ha messo a confronto opinioni ed esperienze dei principali interlocutori.

“Un sistema decisionale basato sulla conoscenza, e una ricerca di qualità coerente con le sfide globali ma calibrata sui fabbisogni nazionali e finalizzata a consolidare sempre più il Made in Italy agroalimentare: ecco la strategia vincente di un’agricoltura italiana che sa rinnovarsi, mantenendo la propria identità e incrementando la sua competitività”, ha spiegato Parlato, illustrando il Piano che include anche il coinvolgimento dei consumatori: “L'attività dovrà essere rivolta anche ai cittadini perché vogliamo avere un sistema di ricerca partecipata, con eventi di tipo divulgativo, campagne di educazione alimentare e sistemi che rassicurino i cittadini nella scelta di prodotti di qualità”.

Oltre ai progetti, saranno realizzate infrastrutture della ricerca in grado di elaborare soluzioni efficaci e tempestive sui temi più sensibili. Per esempio, per fronteggiare le invasioni biologiche di organismi e microrganismi alieni dannosi all’agricoltura, il Crea ha avviato la realizzazione di due Laboratori da Quarantena: uno a Firenze per il controllo di Insetti-Acari-Nematodi, e uno a Roma per il controllo di Virus-Batteri-Funghi. Inoltre, saranno avviate piattaforme integrate in grado di identificare e contrastare le frodi alimentari, assicurare la certificazione delle sementi, facilitare il miglioramento genetico, fornire modelli di analisi, previsione e valutazione d'impatto quantitativi e qualitativi. Senza dimenticare l’innovazione, con la creazione di due Tecnopoli dedicati: uno a Lodi (su zootecnia, sementi, foraggi e bioenergie) e uno a Monterotondo (su economia circolare, agricoltura e zootecnia digitale, recupero e gestione delle biodiversità). A Rieti nascerà invece il Centro nazionale di agricoltura digitale.

Molto positive le testimonianze di alcuni soggetti che stanno facendo ricerca e impresa con il Crea: Piero Manzoni, amministratore delegato di Gruppo Neorurale, ha sta seguendo a Monterotondo il progetto sull'economia circolare e il risparmio energetico; Giacomo Suglia, presidente di Nu.VaU.T., impegnato nella ricerca sulla produzione di nuove varietà di uve da tavola con e senza semi (“al momento sono dodici certificate ma entro giugno ne arriveranno altre ventiquattro”); Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia, che con il Crea ha sviluppato un sistema tecnologico di tracciabilità e certificazione di qualità sulle arance tarocco siciliane.

Anche le associazioni di categoria apprezzano il ruolo del Crea. “E' un valore aggiunto per il Paese e sarebbe delinquenziale metterlo in discussione”, mette in chiaro Luigi Scordamaglia (Filiera Italia), mentre Ettore Prandini (Coldiretti) evidenzia i benefici legati alla ricerca pubblica, unica in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini sui principi di sostenibilità e valorizzazione della biodiversità: “Il Crea è il migliore strumento su cui investire”. Massima disponibilità alla collaborazione anche da Paolo Marchesini (Assosementi) per arrivare ad “una tracciabilità totale su innovazione e selezione”, e da Massimiliano Giansanti (Confagricoltura).

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EFA News - European Food Agency

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