Ue ribadisce il no all'uso del termine "carne" per prodotti vegani
Spetta però ai singoli stati vigilare sull'applicazione del Regolamento europeo
Risposta del Commissario Vytenis Andriukaitis a nome della Commissione Europea, 20/12/2018.
Laddove nessuna legislazione specifica preveda indicazioni particolari per gli alimenti a base di carne, sono da applicare le disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/20111, che stabilisce le regole generali di etichettatura. Il regolamento contiene una serie di disposizioni che consentono agli Stati membri di agire quando considerano determinati termini come fuorviante o disinformazione per i consumatori. A tale riguardo, l'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento chiede che le informazioni sugli alimenti non siano fuorvianti per quanto riguarda le caratteristiche dell'alimento e, in particolare, per quanto riguarda la sua natura e composizione. Gli Stati membri hanno la responsabilità primaria dell'applicazione e della corretta attuazione di tale legislazione.
La Commissione ritiene che le disposizioni di cui sopra forniscano agli stati membri elementi e criteri utili per agire in caso di uso di termini ingannevoli sui prodotti alimentari. L'articolo 36, paragrafo 3, lettera b), del regolamento prevede che la Commissione adotti un atto di esecuzione in data la fornitura volontaria di informazioni relative all'idoneità degli alimenti per vegetariani o vegani. Il In questa fase la Commissione non è in grado di impegnarsi in una data specifica per l'adozione di questo misura o sul suo contenuto.
Di seguito l'interrogazione dell'on. Tom Vandenkendelaere (PPE), del 10/11/2018
Oggetto: Uso inappropriato del termine "carne" per prodotti vegetariani
Con l'aumento delle alternative di carne vegetariana o vegana, c'è anche un numero crescente di denominazioni alternative per questi sostituti della carne. Nel marketing, i termini sono spesso utilizzati in modo creativo per presentare il prodotto ai consumatori in modo attraente. Tali informazioni possono tuttavia essere interpretate in modo fuorviante. Le parole "burger", "filetto" o "schnitzel", ad esempio, implicano che si tratta di prodotti a base di carne, mentre in realtà sono vegetariani. Alla luce di quanto precede, può la Commissione rispondere alle seguenti domande: Ritiene infatti che tali nomi possano essere fuorvianti per il consumatore e che determinati termini come "burger", "schnitzel" o "filetto" debbano essere utilizzati solo in relazione a prodotti di origine animale? Ritiene opportuno stabilire norme europee inequivocabili sulla denominazione dei prodotti sostitutivi della carne, in modo da rafforzare il mercato interno a tale riguardo, considerando il fatto che norme diverse in materia si applicano attualmente in diversi Stati membri?
EFA News - European Food Agency