Interrogazione sulla celiachia
Quale il criterio di divisione degli alimenti tra rimborsabili e non
Presentata dall'onorevole Paolo Siani (Pd)
"Al ministro della Salute.
Per sapere, premesso che:
come evidenziato dallo stesso sito web del ministero della Salute, la celiachia, o malattia celiachia, è una malattia permanente su base infiammatoria dell'intestino tenue, caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale causata da una reazione autoimmune al glutine;
rappresenta l'intolleranza alimentare più frequente e colpisce circa l'1 per cento della popolazione. È stato calcolato che in Italia il numero teorico di celiaci si aggiri intorno ai 600.000 contro i 198.427 ad oggi diagnosticati (dati relazione annuale al Parlamento sulla celiachia – anno 2016) ed è più frequente tra le donne (138.902 casi tra le donne rispetto ai 59.525 negli uomini);
l'unico trattamento attualmente disponibile è una rigorosa e permanente dieta senza glutine e le indicazioni 'senza glutine' e 'a contenuto di glutine molto basso', nell'etichettatura degli alimenti, sono disciplinate dal regolamento (Ue) 828/2014 come informazioni fornite su base volontaria ai sensi dell'articolo 36 del regolamento (Ue) 1169/2011;
con il decreto 10 agosto 2018 sono stati aggiornati i tetti di spesa per l'erogazione dei prodotti senza glutine, di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, recante: 'Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia' distinti per sesso e per fasce di età, sulla base dei Larn 2014 e l'erogabilità è stata mantenuta solo per gli alimenti destinati a sostituire quelli caratterizzati tradizionalmente dalla presenza di cereali fonte di glutine;
secondo la tabella orientativa sulle tipologie di alimenti senza glutine erogabili dal servizio sanitario nazionale ai sensi del decreto 10 agosto 2018, articolo 2, vi sono tutta una serie di alimenti che sono esclusi dall'erogabilità quali, ad esempio, sotto la voce pane ed affini, prodotti da forno salati, focaccia imbottita, panini imbottiti, chips di qualsiasi tipo, hamburger (panino farcito), tramezzini farciti, piadine farcite, gallette oppure, sotto la voce pasta ed affini, pizza ed affini, piatti pronti a base di pasta, cotolette, pesce impanato, nuggets di pollo, arancine e supplì, bastoncini di pesce, olive ascolane, bocconcini di mozzarella, burger di pesce, polpette, polpettone, besciamella e preparati per besciamella, torte salate senza sfoglia, frittate di verdura;
l'elenco dei prodotti esclusi dalla possibilità di essere rimborsati sopra riportato non è esaustivo di tutti quelli per i quali la persona celiaca non riceve alcun rimborso–:
quale sia il criterio sottostante la divisione degli alimenti tra rimborsabili e non e se il Governo non ritenga doveroso adottare iniziative al fine di abolire l'elenco dei prodotti rimborsabili, lasciando libero il paziente di scegliere qualsiasi prodotto senza glutine in commercio". (4-02074)
EFA News - European Food Agency