Nocciole turche, la Commissione UE vuole rafforzare i controlli sanitari
Forte la presenza di aflatossine nei campioni. Nel 2017 destinati oltre 4 mln per la filiera italiana
Il Vicepresidente della Commissione Katainen risponde a un'interrogazione dell'on. Mara Bizzotto
Risposta del Vicepresidente Jyrki Katainen a nome della Commissione, 8/4/2019.
1. L'importazione di nocciole dalla Turchia è soggetta dal 20021 a condizioni particolari a seguito dell'accertamento di casi di non conformità ai livelli massimi di aflatossine dell'UE. Le condizioni particolari per l'importazione sono stabilite nel regolamento di esecuzione (UE) n. 884/2014 della Commissione2. Ciascuna partita di nocciole e di prodotti da esse derivati destinata all'esportazione verso l'UE deve essere ufficialmente sottoposta a campionamento e analisi dalle competenti autorità turche per la possibile presenza di aflatossine. Ciascuna partita di nocciole o prodotti corilicoli importata nell'UE deve essere accompagnata dalla relazione sull'analisi e sul campionamento e da un certificato sanitario attestante la conformità alla legislazione dell'UE per quanto riguarda le aflatossine. Il 5 % delle partite importate è inoltre ufficialmente sottoposto a campionamento e analisi per verificare la presenza di aflatossine dall'autorità competente dello Stato membro in cui avviene l'importazione. La frequenza dei casi di non conformità all'importazione per quanto riguarda la presenza di aflatossine nelle nocciole e nei prodotti derivati provenienti dalla Turchia non ha registrato miglioramenti ed è pertanto in fase di valutazione un rafforzamento delle misure vigenti.
2. A norma del regolamento (CE) n. 1308/20133 sull'organizzazione comune dei mercati, le organizzazioni di produttori riconosciute nel settore degli ortofrutticoli, compresi i produttori di nocciole, possono ricevere finanziamenti dell'UE per il loro programma operativo se rispettano obiettivi quali la prevenzione e la gestione delle crisi, la pianificazione della produzione o l'incremento del valore commerciale dei prodotti. Le organizzazioni di produttori italiane hanno ricevuto nel 2017 un supporto per circa 235 milioni di EUR, di cui oltre 4 milioni di EUR destinati ai corilicoltori.
Di seguito l'Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione dell'on. Mara Bizzotto (ENF), 8/2/2019.
Oggetto: Tutela delle nocciole Made in Italy dalle crescenti importazioni di nocciole dalla Turchia pericolose per la salute
Il 27 novembre 2018 Coldiretti ha lanciato l'allarme sui rischi delle importazioni in Italia di nocciole dalla Turchia, che nei primi 8 mesi del 2018 hanno raggiunto circa 21 milioni di chili, registrando un aumento pari a +30 %. I produttori e i consumatori italiani sono seriamente preoccupati perché le nocciole turche contengono quantità troppo elevate di aflatossine cancerogene, come è stato confermato dal sistema di allerta rapido (RASFF) che, nei primi 9 mesi del 2018, ha riscontrato 39 allarmi di nocciole turche con livelli di aflatossine troppo alti e dunque pericolose per la salute.
L'Italia è il primo produttore europeo di nocciole e il secondo nel mondo dopo la Turchia. In Italia la corilicoltura è alla base di moltissimi prodotti della rinomata filiera dolciaria Made in Italy e le crescenti importazioni da paesi terzi potrebbero danneggiare la produzione italiana che al momento è in forte espansione e che vanta 3 varietà di nocciole DOP e IGP.
In considerazione di quanto precede, si chiede alla Commissione:
1) Intende limitare il volume delle importazioni di nocciole dalla Turchia fino a quando i produttori turchi non assicureranno standard di qualità e salubrità pari a quelli dell'UE?
2) Come intende rafforzare il supporto ai produttori italiani e all'intera filiera corilicola 100 % italiana?
EFA News - European Food Agency