Carni Made in Italy, il rilancio della razza romagnola
Necessaria maggiore informazione per il consumatore: un convegno a Forlì
Il consumo consapevole della carne passa da un’alleanza tra allevatori e consumatori. I primi impegnati a fornire tutte le informazioni richieste sui metodi di allevamento; i secondi chiamati ad approfondire le loro conoscenze per saper scegliere con cognizione di causa. Sarà questo uno dei temi affrontati del convegno che si terrà domani, 16 aprile sul rilancio della carne bovina di razza Romagnola, organizzato dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer) in collaborazione con Aia (Associazione italiana allevatori), a Forlì (ore 20.30, Sala Europa dell’hotel Globus City).
“Il rilancio dei consumi di carni originate dalla razza Romagnola, al pari di quelli degli altri bovini nati e allevati nel nostro Paese - dichiara il direttore generale di Aia, Roberto Maddé che coordinerà gli interventi dei relatori - è tra gli obiettivi da perseguire nell'immediato futuro, anche per venire sempre più incontro alla richiesta dei consumatori che domandano un prodotto sano, tracciato, proveniente da filiera certificata e da animali allevati in condizioni di benessere e integrati nei rispettivi territori rispettando l'ambiente. Il recente successo espositivo e tecnico riportato dalla Romagnola, che per la prima volta ha tenuto la sua Mostra Nazionale di Libro Genealogico alla recente rassegna 'Agriumbria', testimonia i progressi generali fatti dagli allevatori a tutela di una razza anch'essa simbolo di biodiversità oltre all'interesse per questi bovini anche al di fuori dell'areale originario di allevamento”.
“Mentre in altre tipologie di mercato il rapporto tra produttore e consumatore è spesso molto stretto – spiega Rosario Trefiletti, presidente del Centro Ricerche Indagini3, uno dei relatori che parteciperà al convegno – quello tra allevatore e consumatore è un rapporto in gran parte da costruire e in ogni caso molto particolare, spesso anche un po’ conflittuale. Oggi sappiamo bene quanto sia alta l’attenzione sulle condizioni di benessere in allevamento e questo, a mio avviso, potrebbe essere la base da cui partire per dei percorsi formativi che coinvolgano sia le scolaresche che le famiglie. Sono convinto che sarebbe un metodo molto efficace per far incontrare due mondi che su uno dei temi più importanti, l’alimentazione, devono necessariamente dialogare”. Inoltre “non sempre il consumatore sa distinguere tra sicurezza alimentare e qualità, che sono due cose diverse ma che devono andare di pari passo. Innanzitutto va sempre ricordato che i prodotti sono assolutamente sicuri grazie ai rigidi controlli che quotidianamente vengono garantiti dagli organi competenti, altrimenti si rischia di discriminare chi mangia il filetto e chi la fettina più economica".
Tra gli interventi previsti, quello del Prof. Riccardo Negrini, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, e della Dott.ssa Sebastiana Failla, Ricercatrice Ente CREA.
EFA News - European Food Agency